Marino accelera sulle unioni civili e la maggioranza rischia di spaccarsi. Da ottobre le prime coppie gay in Campidoglio?

La vera priorità per Roma? La questione gay.  Ignazio Marino lo ha ribadito alla festa dei Giovani democratici. «Siamo l’unico Paese insieme alla Grecia senza una legge sulle unioni civili. Quanto dovremo aspettare per riprenderci questo diritto civile? È nel programma e lo realizzeremo», ha ribadito il sindaco di Roma al Circolo degli Artisti. Nello specifico, il modello è quello più radicale di Sinistra e libertà. «Porteremo avanti la proposta presentata dal consigliere Gianluca Peciola (capogruppo di Sel in Campidoglio ndr). Ma non sostituisce una legge nazionale. Bisogna cambiare legge elettorale per far sì che vinca una vera maggioranza, un centrosinistra con le sue idee e idealità, perchè solo cosi si potra cambiare». «Il testo della proposta di delibera – spiega lo stesso Peciola – è il risultato di un percorso partecipato con le associazioni LGBTQI (acronimo per definire Lesbiche, gay, bisessuali e trans) romane. Ma penso arriveremo ad un testo condiviso di tutta la maggioranza. Si tratta di un passo fondamentale e di civiltà».

Detto fatto, il calendario imposto dalla maggioranza prevede che già ad ottobre si potrebbe arrivare al voto in aula Giulio Cesare, dove è facile prevedere uno scontro tra i due maggiori partiti di maggioranza (Pd e Sel) proprio sulla questione gay. In consiglio comunale sono già due le proposte di delibere consegnate: appunto quella depositata dal gruppo di Sel che prevede anche l’unione tra persone dello stesso sesso; l’altra dal Movimento 5 Stelle che rivendica la primogenitura. «Noi abbiamo già presentato la proposta il 3 agosto scorso, mentre Sel solamente la scorsa settimana» sottolineano alcuni consiglieri grillini che cercano di superare a sinistra la maggioranza. A queste si aggiungerà anche un’altra proposta di delibera targata Partito democratico, la più “moderata”, considerando i tanti mal di pancia dell’ala cattolica del Pd. Il testo della delibera sarebbe ora al vaglio degli uffici tecnici. La paura, secondo quanto si apprende da ambienti democrat, per quanto riguarda la “clausola gay” sarebbe appunto quella di incorrere in illegittimità. Obiettivo comune è l’istituzione all’interno dell’anagrafe comunale del registro delle Unioni civili, «come prima forma di riconoscimento di pari dignità alle relazioni che si sviluppano al di fuori della disciplina del matrimonio». Per Sel il registro sarà unico per tutti i Municipi della Capitale e i «soggetti registrati potranno beneficiare delle agevolazioni, dei benefici e, in generale, saranno soggetti alle medesime disposizioni previste dagli atti e dalle disposizioni di Roma Capitale, degli Assessorati e degli Uffici competenti per i soggetti coniugati».  Sulla questione l’ex sindaco Gianni Alemanno e il centrodestra romano hanno già annunciato un’opposizione durissima.