L’ultima di Marino: Roma chiusa al traffico una notte per far girare le biciclette. Neanche a Pechino…

L’ossessione della bicicletta lo perseguita. Dopo il flop della pedonalizzazione dei Fori Imperiali e il conseguente crollo d’immagine, Ignazio Marino ci riprova. E questa volta ancora più in grande. Nella giornata in cui celebra i suoi primi cento giorni di amministrazione – fatti di annunci e iniziative spot, mentre le periferie tornano ad essere il regno indiscusso delle gang e dei nomadi – lancia la Notte Bianca per pedoni, pedali e pendolari. Nella notte tra il 16 e il 17 maggio ci sarà uno stop ad auto e scooter all’interno del Grande Raccordo Anulare. A  dirla così uno s’immagina una comune cittadina vestita per una notte in festa, con canti balli per le strade, bancarelle e naturalmente stracolma di pedoni e perché no, anche di biciclette. Ma proiettare quest’immagine a una metropoli come Roma ha pressoché dell’inverosimile. Basti pensare che il Grande raccordo anulare è lungo 68,223 chilometri. E al suo interno c’è la Capitale con il suo immenso centro storico e con le tantissime periferie.   Ma per il sindaco che sogna di pechinizzare la Capitale il gioco vale la candela: convertire i romani all’uso della bici e così risolvere in un battibaleno il problema della mobilità. «Vogliamo chiudere nella notte tra il 16 e 17 maggio l’intera città al traffico dei mezzi a motore all’interno del Gra – annuncia – per consentire di spostarsi a piedi, in bici o sui mezzi pubblici. Abbiamo voluto accogliere – spiega Marino – la richiesta fatta da Rete Mobilità Nuova, una federazione di oltre 200 associazioni locali e nazionali tra cui Legambiente, Coldiretti, Slow Food, Arci. Sono sicuro che per godersi la Capitale ci sarà un’invasione di bici da tutta Europa». Un’idea che lascia senza parole Lavinia Mennuni, vicepresidente della commissione Lavori Pubblici di Roma Capitale: «Ho il sospetto che Marino pensi di essere il sindaco non di Roma ma di Pechino città nella quale a differenza della Capitale tutti vanno in bicicletta». Il problema della mobilità a Roma, spiega, «non si risolve di certo con iniziative inutili e velleitarie di far circolare solo le biciclette per una notte e che costringeranno tutti i romani a ulteriori disagi. Il sindaco pensi piuttosto a potenziare la mobilità pubblica, sbloccando la metro C, potenziando gli autobus di linea, aumentando le corsie preferenziali ed evitando le inutili chiusure di strade strategiche come via dei Fori Imperiali che come unico effetto ha prodotto caos e problemi nella mobilità cittadina». Perplesso anche Fabrizio Ghera di Fdi: «Ci sono molte persone che hanno una forte sensibilità ambientalista. Ma mi sembra una proposta estemporanea e detta così non significa molto. Bisogna capire se dietro c’è un progetto serio.  Se i musei sono, per esempio, aperti; se ci sono attività artistiche collaterali. In che cosa consiste? Nessuno al momento lo sa. Roma è una città turistica bisogna vedere quanta gente aderirà a questa iniziativa. Inoltre, saranno per forza di cose necessarie delle deroghe: c’è il problema di chi lavora, di chi deve tornare a casa. Andranno tutti in bici? E soprattutto la città sarà bloccata tutta: dai nord a sud da est ad ovest?»