L’ira di Berlusconi: «Io capro espiatorio di tutto e dal Colle nessuna soluzione»

Da settimane invocava l’intervento di Giorgio Napolitano. Ma è rimasto deluso dalla nota diramata dal Colle («Napolitano non sta studiando il da farsi in caso di crisi di governo. Perché avendo già messo in massima evidenza che l’insorgere di una crisi precipiterebbe il paese in gravissimi rischi, conserva fiducia nelle dichiarazioni di Berlusconi in base alle quali il governo continua ad avere il suo sostegno»). Anzi, da Arcore, i ragionamenti filtrati dal Quirinale sui rischi di una crisi e quella ”fiducia” riposta proprio nelle dichiarazioni del Cavaliere sull’appoggio al governo guidato da Enrico Letta suonano come una provocazione e contribuiscono ad alzare ancora di più la tensione. È l’ira dell’ex premier, che avrebbe trascorso la giornata, racconta chi ha avuto modo di parlargli, tra euforia e abbattimento. Il gioco è chiaro – sarebbe stato il ragionamento dell’ex capo del governo una volta letto l’avvertimento quirinalizio – vogliono addossarmi la responsabilità di far cadere il governo. Quando invece gli irresponsabili sono loro, pronti ad eliminarmi. È stata una giornata nera in cui l’ex capo del governo si è lasciato andare ad un lungo sfogo dicendosi anche «avvilito»: “Mi stanno accerchiando”, è il refrain ripetuto. A tutto questo si aggiunge la rabbia per la vicenda legata a Marcello Dell’Utri “mediatore”, secondo la Corte d’Appello di Palermo, tra Berlusconi e Cosa Nostra: lo vedete – avrebbe fatto notare il Cavaliere – cercano di mettermi sempre in mezzo, la persecuzione giudiziaria non finirà mai. Ecco dunque l’intenzione di non mollare la presa, anzi, la linea continua ad essere quella della rottura. Per domenica rimane in programma la diffusione di un video messaggio pesantissimo contro la magistratura e contemporaneamente di rilancio del progetto di Forza Italia. Un modo – spiegano dal Pdl – per ribadire che il Cavaliere non ha intenzione di mettersi da parte. Il condizionale però è d’obbligo visto che da questa sera fino a domenica le cosiddette colombe giocheranno il tutto per tutto per evitare il precipitare degli eventi. E sono proprio le parole di Giorgio Napolitano che saranno prese a pretesto per provare a blindare l’ex capo del governo. L’obiettivo è far capire all’ex premier che le parole del Capo dello Stato vanno interpretate come la disponibilità a riaprire, dopo giorni di gelo, un canale di dialogo. Un ragionamento però che non pare convincere Berlusconi. Nei confronti di Napolitano resta alta la diffidenza: le occasioni per intervenire in passato sono state diverse, è l’unico che ha il potere di fare qualcosa. Tant’è vero che l’unico a prendere la parola dopo la nota di Napolitano è il coordinatore del partito Sandro Bondi proprio per chiedere al Capo dello Stato «un provvedimento esaustivo che le sue prerogative gli consentono di assumere nell’ interesse dell’Italia».