L’«innocente pazzia» di Rotondi apre un dibattito nel centrodestra: è un modo per ribadire che “ci siamo”

La sorpresa Rotondi arriva nel corso della trasmissione Klauscondicio durante la quale il parlamentare del Pdl lancia la sfida che non ti aspetti: «Ho chiesto al presidente Berlusconi la possibilità di sfidare Matteo Renzi e di correre come candidato premier alle prossime elezioni politiche». Spiega meglio: «Ho alzato il ditino per chiedere il volante. Mi voglio dedicare a un filo diretto col Paese nei modi che saranno possibili a un candidato che non ha un euro, che alle spalle non ha poteri forti». Scusi, ma Berlusconi che ne pensa, chiede l’attonito Klauss Davi. E Rotondi risponde: «La mia è un’innocente pazzia che Berlusconi, nella sua illuminata generosità, potrà considerare come qualcosa che potrà avere dei profili utili per il centrodestra». Le reazioni? Nessuna polemica, il dibattito che si è aperto nel centrodestra è a viso aperto. «Sono amico di Rotondi, persona che stimo e rispetto e su cui esprimo un giudizio positivo avendo apprezzato il percorso politico che ci ha accomunato in tutto questo tempo», commenta sul settimanale La Discussione il vicepresidente della Camera, Maurizio Gasparri. «Capisco il senso della sfida che Rotondi sta per lanciare, una sfida coraggiosa, ma certamente un modo per dire: “ci siamo!” e che la cultura cattolico-europea è viva e presente. Una disponibilità da parte di Rotondi che trova piena legittimità se considerata come un modo di rivendicare maggiore collegialità all’interno della coalizione di centrodestra nel caso in cui (ad oggi assolutamente non in programma) si aprissero scenari di primarie per la definizione della leadership». Sulla stessa testata interviene Maria Stella Gelmini: «Ho tanta stima per la raffinata intelligenza di Rotondi. Considero la sua candidatura un provocazione. Un gesto che susciterà certamente un dibattito all’interno di una coalizione che ha comunque un candidato, Silvio Berlusconi, di cui Rotondi stesso è il primo sostenitore». Una provocazione? «Avanti Gianfranco. Hai tutti i titoli, se altri alzano il dito Berlusconi saprà scegliere», scrive su Twitter il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Insomma, il dibattito è aperto. Un confronto dialettico è più salutare della calma piatta, a volte. Quando tutto è fermo si rischia la stagnazione.