Letta scherza e posta su twitter l’acqua di Lourdes. Ma il miracolo che attendiamo è quello economico

La  grazia, invece di Berlusconi, alla fine l’ha chiesta Letta. Ma non è diretta al capo dello Stato, bensì molto, molto più in alto. Detto fatto, il premier ha postato su twitter la foto di una bottiglietta di acqua di Lourdes.  «Questo – ha “cinguettato” – è il regalo che un amico mi ha portato stamani…». Non manca di senso dello spirito, il presidente del Consiglio, per stemperare un po’ il clima da psicodramma che precede la riunione della Giunta, un evento atteso nel palazzo come una specie di dies irae. E allora – vuole far intendere ironicamente Letta – se dies irae deve essere, tanto vale raccomandarsi a chi di dovere…

Nonostante il suo aplomb da serioso uomo di Stato, il presidente del Consiglio svela in questa occasione una insospettabile vena scherzosa. In fondo è toscano anche lui, come il suo rivale Renzi. Le punture di spillo, i calci agli stinchi e le battutacce che i due  si sono scambiati in questi giorni si spiegano anche in base a questa comune appartenenza regionale. E  non dobbiamo neanche  dimenticare che l’uno è pisano e l’altro fiorentino. L’odierna rivalità discende quindi da uno  storico conflitto e da due diversi modi di interpretare la “toscanità”.

Desta solo un po’ di perplessità il fatto che uno come Letta si metta  a scherzare con i  simboli della devozione popolare. La secolarizzazione ha evidentemente “asfaltato”, come direbbe Renzi, anche il mondo dei democristiani doc. Agli italiani però (indipendentemente dalle concezioni in materia religiosa di ognuno) l’unico “miracolo” che interessa veramente  è quello economico. Ma, per ottenerlo, non è il caso di scomodare i “piani alti”. È sufficiente  il duro lavoro quotidiano e un recupero di senso  dello Stato da parte della politica. Un simile “miracolo” riuscì tanti anni fa a un altro democristiano. Si chiamava Alcide De Gasperi. Era trentino. E non aveva nemmeno tanto voglia di scherzare.