Letta: il mio governo come la macchina di Santa Rosa, barcolla ma non cade…

Dice Enrico Letta: il mio governo è come la macchina di Santa Rosa, fatica e barcolla ma poi non cade. E il tono è già molto differente da quello usato pochi giorni fa quando, dopo il patto sull’Imu con il Pdl, il premier aveva sentenziato: dopo oggi il governo non ha più scadenze. Poche turbolente giornate avvitate sulla decadenza di Berlusconi e arriviamo all’appello a Santa Rosa, la beata che difendeva il Papa e predisse la morte dell’imperatore Federico II. E che il governo Letta stia barcollando non c’è dubbio visto che nel Pdl starebbe maturando l’idea che la crisi di governo, con voto a fine novembre, è l’unica via d’uscita se non si vuole assistere impotenti alla liquidazione del leader per via giudiziaria. Oggi si riuniscono i senatori del Pdl dopo che il capogruppo Schifani ha lanciato la consueta minaccia: se cade Berlusconi,  impossibile la convivenza con il Pd. L’ultima offensiva messa in campo dal Pdl, ma con poche probabilità di successo è quella della ricusazione della giunta per le elezioni perché, a cominciare dal presidente Dario Stefàno (Sel), non è super partes. L’ipotesi della richiesta di grazia è stata accantonata e riprende appunto quota l’idea di rovesciare il tavolo.

Ai “falchi” si rivolge però Gaetano Quagliariello, invitandoli ad abbassare i toni in un’intervista al Messaggero: ”È inutile pensare che possano esserci elezioni anticipate nell’immediato. La prima finestra utile per il voto è nel 2014, dopo la correzione del Porcellum. Un atteggiamento estremista non fa il gioco del centrodestra e del Pdl che è nato come forza di responsabilità e di governo. Agire in modo opposto vuol dire farsi strumentalizzare dalle forze anti-sistema e da Grillo”. E ancora: ”Se lasciamo sguarnito il campo, se in altri termini ci estremizziamo – sottolinea l’esponente del Pdl – a quell’elettorato diciamo definitivamente addio e al massimo possiamo aspirare a diventare l’Msi del terzo millennio”. In merito alla decadenza, Quagliariello lancia un appello al Pd: ”È importante che rifletta e dia via libera alla possibilità che la Giunta del Senato si rivolga alla Consulta. Se invece vince la tesi: ora ho in mano Berlusconi, vado fino in fondo e lo schiaccio, le spinte anti-sistema possono diventare irrefrenabili e travolgere tutto e tutti”.