Letta attacca il Cav e confida nel soccorso rosso di Vendola e dei dissidenti grillini

«Gli italiani sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica, un simile tentativo di stravolgimento della realtà». Enrico Letta infila l’elmetto e apre di fatto la campagna elettorale con una nota durissima. «Berlusconi – si legge nella dichiarazione del presidente del Consiglio – per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l’alibi dell’Iva. La responsabilità dell’aumento dell’Iva – prosegue la nota – è invece proprio di Berlusconi e della sua decisione di far dimettere i propri parlamentari mercoledì, fatto senza precedenti, che priva il Parlamento e la maggioranza della certezza necessaria per assumere provvedimenti che vanno poi convertiti. Per questo, ieri si era deciso di andare al chiarimento parlamentare e si era concordemente stabilito di posporre a dopo il voto in Parlamento i provvedimenti economici necessari. Gli italiani – conclude Letta – sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica e un simile tentativo di totale stravolgimento della realtà. In Parlamento ognuno si assumerà le proprie responsabilità d’innanzi al Paese».

Appena cinque mesi dopo la sua nascita, il governo Letta arriva così al capolinea.  Si vedrà nel dibattito in Parlamento se ci sono ancora margini di una ricomposizione di quelle larghe intese che i montiani continuano a ritenere l’unica formula possibile per portare avanti la manovra economica. Ma certo adesso si capisce quanto sia stato ingenuo ritenere che fosse possibile tenere distinti i due piani, quello del governo e quello del destino politico di Berlusconi che non riguarda solo una singola persona ma la storia del centrodestra italiano. A questo punto, per evitare il ricorso alle urne e varare almeno la legge di stabilità e la riforma elettorale l’unica strada praticabile sembra quella di un governo di scopo che si vada a cercare i voti alle Camere. Contando, è il sottinteso, sui grillini e su un cambio di maggioranza necessario per allargare lo schieramento alla sinistra di Sel (secondo uno schema anticipato da Cuperlo, candidato alla segreteria del Pd di Bersani e D’Alema). Nichi Vendola ha fatto capire di essere disponibile a impegnarsi per la riscrittura del Porcellum. Più difficoltà ci potrebbero essere per condividere i contenuti della legge di stabilità che obbedisce a quelle logiche europee più volte criticate dall’estrema sinistra. Ma è chiaro che lo stato di necessità può indurre a rivedere molte cose, compresa la storica ostilità di Scelta civica e dell’Udc a un’alleanza con i vendoliani. La palla è adesso in mano al presidente Napolitano.