L’attacco ai cristiani in Pakistan rivendicato dai fondamentalisti di Jandullah

Sono salite a 81 le vittime del sanguinoso attacco portato domenica da due kamikaze nella chiesa anglicana di Tutti i Santi di Peshawar (Pakistan nord-occidentale). Lo ha reso noto oggi Geo Tv. Secondo l’emittente, inoltre, i feriti della duplice esplosione sono oltre 145. Gli investigatori hanno ritrovato i resti degli attentatori suicidi. Per realizzare l’attentato, hanno detto, ciascuno dei due kamikaze aveva con sé almeno sei chili di esplosivo, reso più cruento dall’aggiunta di biglie di acciaio.  Il Papa è intervenuto sull’attentato definendolo il risultato di ”una scelta sbagliata di odio e di guerra” e aggiungendo che ”questa strada non va, non serve, ma solo la strada della pace costruisce un mondo migliore”.

A rivendicare l’attentato è stato il portavoce dell’organizzazione fondamentalista islamica Jandullah, Ahmed Marwat. Ha detto che ”fino a quando i raid dei droni non saranno fermati, continueremo a colpire, ovunque ne avremo la possibilità, obiettivi non musulmani”. I droni sono gli aerei americani senza pilota manovrati dalla Cia che, usati con l’intenzione di colpire i terroristi, hanno più volte provocato vittime tra i civili. Jandullah è un gruppo fondamentalista sunnita distintosi in passato per attentati contro obiettivi degli sciiti, considerati apostati. Nella seconda metà di giugno questo movimento ha rivendicato l’attacco a 2.000 metri di quota nel Pakistan settentrionale ad un campo base alle falde dell’Himalaya, uccidendo nove alpinisti stranieri ed una guida pachistana “colpevole”, quest’ultima, di essere sciita.