Larghe intese? No, anche la Consulta si spacca in due: Silvestri nuovo presidente (gradito al centrosinistra…)

Gaetano Silvestri, messinese doc, già membro del Csm e giudice costituzionale dal 2005, è il nuovo presidente della Corte Costituzionale. L’elezione del giurista, gradito all’area di centrosinistra, che succede a Franco Gallo è stata contrassegnata  da un spaccatura in seno alla Consulta: Silvestri ce l’ha fatta per solo un voto (otto voti a sette) su Luigi Mazzella, ex ministro del governo Berlusconi, eletto vicepresidente. Diviso praticamente a metà l’intero collegio dei giudici costituzionali, appena tornato a ranghi completi con il giuramento di Giuliano Amato. La Corte ha diviso i propri voti tra me e il collega Mazzella», le sue prime parole, «mi sento il presidente di tutta la Corte e cercherò di svolgere il mio mandato guardando all’espressione di tutti. Il risultato è l’esito di una votazione democratica. Io non so chi mi ha votato e chi no, ma non credo certo di dovermi offendere con chi non mi ha votato». Particolarmente loquace sul sistema elettorale non ha voluto commentare il nodo della retroattività della legge Severino («se lo facessi metterei il carro davanti ai buoi») che non è ancora arrivato sul tavolo della Consulta. «La questione non esiste ancora, non ci è pervenuta alcuna ordinanza: quindi non posso conoscere un’ordinanza che non c’è. Se la legge Severino arriverà in Corte costituzionale si pronuncerà sia sull’ammissibilità sia sul merito». La legge elettorale – ha spiegato il neopresidente –  «presenta aspetti problematici rispetto al premio di maggioranza senza soglia, ma questo non significa anticipare un giudizio di costituzionalità che è altra cosa». Il porcellum sarà all’attenzione della Consulta il prossimo 3 dicembre. Incontrando i giornalisti il neopresidente ha poi aggiunto che «oggi non solo in Italia c’è una tendenza a scaricare sul potere giudiziario decisioni che il potere politico non riesce a prendere».