L’allarme della Coldiretti: nelle mense scolastiche alimenti scadenti o dannosi per la salute dei ragazzi

È allarme per la qualità e la sicurezza delle mense scolastiche. È quanto emerge da un sondaggio condotto dal sito www.coldiretti.it sulle preoccupazioni delle famiglie per il ritorno tra i banchi.  Una preoccupazione che – precisa la Coldiretti – è aumentata dopo i casi accertati quest’anno dai carabinieri dei Nas di irregolarità e intossicazioni in alcune mense scolastiche che hanno anche fatto scattare ispezioni da parte del Ministero della Salute. Il rischio concreto – sostiene la Coldiretti – è infatti che il necessario contenimento dei costi venga perseguito con il ricorso nei menu ai cibi low cost, magari portando in tavola olio importato dalla Tunisia, con un minor contenuto di antiossidanti, oppure biscotti e merendine piene di grassi o del similgrana ottenuto da latte straniero che non ha nulla a che fare con il parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Occorre fare attenzione – conclude Coldiretti – anche alla presenza di cibi importati, soprattutto frutta e verdura, poiché non va dimenticato che l’Italia detiene il primato in Europa e nel mondo per il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,4%). Tra i prodotti più scadenti e più diffusi nelle mense scolastiche c’è il pangasio: è probabilmente il pesce più economico che possiamo trovare in commercio. Ha pochi grassi ed è ricco di omega 3. Inoltre possiede un sapore delicato ed ha poche spine. Per queste ragioni è molto diffuso nelle mense pubbliche: dalle scuole, alle aziende e ospedali. Tuttavia il pangasio proviene  da allevamenti situati nel delta del fiume Mekong in Vietnam, uno dei fiumi più inquinati del mondo che nel suo passaggio  oltre duecento scarichi industriali. Il Wwf internazionale ha da alcuni lanciato l’allarme sulle condizioni del fiume e sulla presenza di antibiotici nelle acque dove viene allevato il pangasio, che però è ancora presente nel menu di quasi tutte le scuole italiane. Ma è talvolta dettata solo dalla pigrizia dei dirigenti scolastici e di chi fornisce le mense: una trota d’allevamento costa di meno ed è molto più sana.

Se la maggioranza dei genitori (52%) – sottolinea la Coldiretti – ritiene che per risparmiare a scuola si dovrebbe tagliare il costo degli accessori scolastici (zainetti, astucci, diari, colori, quaderni), il 27% il costo dei libri e il 12% quello delle attività integrative (gite, sport, musica, teatro, ecc.), solo il 9% chiede di fare economia sulla qualità dei cibi offerti nelle mense scolastiche. Sono oltre due milioni i bambini e i ragazzi di età compresa fra i 3 e i 14 anni che pranzano a scuola. Tra questi prevalgono soprattutto quelli che vanno all’asilo (995 mila, il 57%) e quelli delle elementari (989 mila, il 35%), mentre alle medie sono appena 189 mila ma dovunque, con la crisi e le esigenze di risparmio.