La svolta della Cancellieri: sulla legge Severino i dubbi vengono da giuristi di alto livello e non di parte…

Sul tema della costituzionalità della legge Severino arriva una svolta. Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri interviene sui sei pareri pro-veritate consegnati dagli avvocati di Berlusconi e apre nuovi spiragli.  «Occorre tener presente – dice – che nel merito si sono espressi giuristi con competenza di gran lunga superiore alla mia, persone di grande pulizia morale e valore tecnico, che stimo moltissimo e sulle quali non ci sono sospetti di partigianeria. Se persone di questo livello» hanno espresso dubbi sulla costituzionalità della legge, aggiunge, «come minimo bisogna rifletterci». Una riflessione che però in molti, nel Pd, continuano a non voler fare. Il centrodestra invece insiste. Secondo Renato Schifani, «la linea del Pdl è fondata su motivazioni giuridiche, la norma in discussione (la legge Severino, ndr) non è retroattiva». Concorda il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri: «Credo che non si possa liquidare con valutazioni troppo rapide quanto ha detto Schifani. Il fatto che molti membri della giunta per le elezioni si siano pubblicamente espressi sulla vicenda decadenza, addirittura con paginate di un quotidiano che hanno già anticipato gli esiti senatore per senatore, con alcuni che si sono opportunamente sottratti a questo singolare metodo, pone problemi rilevanti, che certo anche per il mio ruolo non potrò ignorare. Non siamo né alla Corrida né in un reality. Le risposte burocratiche non risolvono la questione». Sulla stessa linea Mariastella Gelmini:  «La giunta per le autorizzazioni non può trasformarsi nel Festival dell’antiberlusconismo». Il vicecapogruppo vicario del Pdl alla Camera spiega che «coloro che ne fanno parte sono chiamati a dare giudizi di merito sulle questioni poste, non certo valutazioni di tipo politico. Pertanto il capogruppo Schifani ha perfettamente ragione a porre una questione di diritto che non è affatto di lana caprina, ma riguarda il corretto funzionamento delle istituzioni e dunque la democrazia».