La macabra foto di Piazzale Loreto affissa al contrario su un palazzo romano

Non si conoscono i misteriosi attacchini né lo spirito della macabra iniziativa, ma quella foto fa discutere, anche oggi. Questa mattina sui muri di un vecchio palazzo del quartiere San Lorenzo di Roma (che, ironia della sorta, avrebbe dovuto ospitare la Casa della Memoria)  è comparsa una gigantografia della storica immagine di Piazzale Loreto che ritrae i cadaveri di Mussolini e di Claretta Petacci, uccisi dai partigiani a Giuliano di Mezzegra il 28 aprile 1945,  e di altri repubblichini che ciondolano a testa in giù, oggetto di scempio e di furore collettivo. Un’istantanea raccapricciante, un’esibizione da “macelleria messicana”, la definì Ferruccio Parri, che fotografa uno dei momenti più bassi della storia d’Italia. Una «vergogna» riconosciuta tardivamente anche dai più fervidi antifascisti.

Arrivati a Milano poche ore dopo la morte, il 29 aprile, i corpi del Duce e di Claretta vennero esposti a piazzale Loreto verso le 3 di notte: col passare delle ore sempre più gente si radunò in piazzale Loreto per assistere al truce spettacolo, tanto che il servizio d’ordine, composto di pochi partigiani e vigili del fuoco, decise di appendere i corpi a testa in giù alla pensilina del distributore di benzina all’angolo con corso Buenos Aires. I cadaveri rimasero esposti per diverse ore, in una rassegna di insulti, sputi e oltraggi, finché su pressione delle autorità militari alleate, preoccupate per la tutela dell’ordine pubblico, i corpi vennero trasportati all’obitorio. Quell’immagine ora compare su un pannello di manifesti pubblicitari nell’indifferenza dei passanti affissa al contrario in modo da far sembrare in piedi corpi impiccati. Revisionismo grafico? Goliardata di pessimo gusto? E di chi la firma?