La crisi vista da destra: da Meloni ad Alemanno (passando per Storace) tutti contro le larghe intese

«Il tempo dà ragione a Fratelli d’Italia, che non ha mai creduto al governo delle larghe intese e non ha votato la fiducia all’esecutivo Letta scegliendo di stare all’opposizione». Vista da destra, una crisi annunciata, come argomenta Giorgia Meloni: «Questa esperienza fallisce come è fallita quella di Monti e conferma che in Italia non è possibile avere governi di larghe intese, composti da forze politiche che la pensano in maniera diametralmente opposta su tutto». Per la presidente dei deputati Fdi, a questo punto «Napolitano prenda atto di questo fallimento, il Parlamento modifichi subito la legge elettorale per cancellare il Porcellum introducendo le preferenze e assegnando su base nazionale il premio di maggioranza anche al Senato e si torni subito a votare». Punti di vista sostanzialmente identici anche dagli altri esponenti di spicco della destra. «Sono giorni che lo sosteniamo – osserva Francesco Storace – Se il Pd non avesse preteso l’accelerazione sulla retroattività della legge Severino, lasciando decidere alla Corte costituzionale sul primo caso di applicazione ad un parlamentare in carica, oggi non ci sarebbe la crisi di governo. Enrico Letta è vittima dei suoi. Le sue sbruffonate – prosegue il segretario de La Destra – sono state sanzionate da Berlusconi. Le colombe stramazzate al suolo. Ora, niente pasticci e portateci ordinatamente alle urne. Anche se le tenteranno tutte per impedire al popolo italiano di riprendersi la sua sovranità».

Intanto Gianni Alemanno prepara l’appuntamento per domenica 13 ottobre al cinema Adriano a Roma, quando una manifestazione saluterà il nuovo movimento politico targato “Prima l’Italia”. «Dobbiamo votare subito una nuova legge elettorale, approvare le misure economiche più urgenti e prepararci al voto», sostiene l’ex sindaco di Roma. Per Alemanno il nuovo partito politico, deve essere «in grado di dare casa a tutti coloro che vengono da destra e a chi, nel centrodestra, vuole dare forza ai valori nazionali, sociali e popolari». E in un’intervista a Il Tempo fa anche i nomi dei soggetti che dovrebbero aderire in «una costituente politica in grado di far incontrare tutti coloro che hanno fatto parte di An partendo da Fiuggi: con forze giovani, nuove energia come Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ma senza rinunciare all’apporto della Destra di Storace e del Fli di Menia».