La calura costringe i grillini a scendere dal tetto di Montecitorio. E ora la Camera li cita per danni

È finito finalmente il siparietto dei 12 deputati pentastellati che dal pomeriggio di venerdì se ne stavano appollaiati sulla sommità  di Palazzo Montecitorio per protestare contro il ddl costituzionale. Avevano minacciato di rimanere lì a oltranza, ma la calura di questa estate settembrina li ha evidentemente indotti  a interrompere la loro “eroica” battaglia in “difesa” della Costituzione  e a cercare un po’ di refrigerio in piazza. Sono così  scesi dalla terrazza e tra,  gli applausi e i cori di approvazione delle loro claque,  hanno trasportato  in mezzo ai manifestanti l’enorme striscione ( “la Costituzione è di tutti”) che avevano esposto sulla sommità della Camera . «Spero che tutto ciò sia servito» , ha detto ai cronisti uno dei deputati uscendo da Montecitorio. Finisce così una delle iniziative politiche più grottesche dall’inizio della legislatura a oggi. Fino a prova contraria, il posto dei deputati è  l’Aula non certo il tetto. Certe iniziative, che non cambiano di una virgola  i termini del dibattito sulle riforme, hanno solo l’effetto coprire di ridicolo le istituzioni, la cui immagine è già sufficientemente screditata agli occhi dei cittadini. Normale quindi che la Presidente della Camera Laura Boldrini abbia criticato  il comportamento dei parlamentari grillini. Il suo era un intervento obbligato. E sarebbe stato a dir poco singolare (oltre che preoccupante) se avesse taciuto. Ma l’ignoranza in campo istituzionale dei grillini è tale che Alessandro Di Battista, uno dei deputati che avevano occupato la terrazza, ha avuto da ridire anche su quest’atto dovuto. Per il seguace di Grillo la Boldrini  «ha fatto autogol accusando il Movimento 5 stelle per la sua iniziativa in difesa della Costituzione». Doveva arrivare questo signor Di Battista (se lo chiamassimo “onorevole” si offenderebbe) per sapere che i massimi rappresentati dello Stato hanno il dovere di difendere al Costituzione? La XVII è davvero la legislatura dei paradossi.

Intanto Di Battista e gli altri undici “prodi” dovranno risarcire la Camera per la loro bravata. Ne dà notizia un comunicato dei questori.  «Di fronte alla nuova affermazione del vicepresidente Luigi Di Maio circa la insussistenza di oneri derivanti dalla iniziativa dei deputati del Movimento 5 Stelle», i questori della Camera, Stefano Dambruoso, Paolo Fontanelli e Gregorio Fontana, sottolineano che «i costi della manifestazione, iniziata nel tardo pomeriggio di ieri, ci sono e comportano oneri economici legati alle attività tecniche, di sicurezza ed al presidio di pronto soccorso predisposte per l’occasione». «A questi si aggiungono – prosegue il comunicato – i vistosi riflessi organizzativi connessi alle maggiori prestazioni orarie che avranno conseguenze sull’attività amministrativa. I costi saranno a breve compiutamente contabilizzati. Quando l’Ufficio di Presidenza discuterà il tema delle eventuali sanzioni nei confronti dei responsabili della manifestazione i questori chiederanno che venga aggiunto anche il risarcimento dei costi sostenuti dall’Amministrazione della Camera». A questo punto ci aspettiamo che  i grillini gridino alla “repressione” e all’ “autoritarismo”. Che cosa non si fa per conquistare un titolo sui giornali…