Inter, finisce l’era Moratti. Ma i tifosi non si stracciano le vesti

Siamo alle battute finali: sta infatti per concludersi la trattativa tra Massimo Moratti ed Erick Thohir per dare vita alla partnership che si occuperà della gestione futura dell’Inter. Anche il magnate indonesiano ha raggiunto la banca d’affari Lazard a Parigi, dove da alcuni giorni sono riuniti in una seduta permanente i consulenti legali e finanziari delle due parti. È il terzo e a questo punto decisivo faccia a faccia tra con Moratti, dopo quelli del 25 maggio e del 25 luglio. Un vertice che dovrà gioco forza partorire un verdetto definitivo: nell’immediato, o comunque in tempi relativamente brevi. La parte sostanziale dell’accordo è nota: a Thohir passerà il 70 per cento delle quote neroazzurre. «Resterò presidente? Non credo – ha detto Moratti – La mia famiglia resterà per forza. Ma questo è un ristrutturare tutto in termini più organizzati per affrontare il futuro. Visto che ci sono giocatori che costano cento milioni, a questo punto bisogna cominciare a capire che, per rimanere allo stesso livello, ti devi strutturare in termini tali da poter affrontare anche questo tipo di situazione. Perché l’Inter non può rimanere a un livello diverso».
È dunque la fine di un’era, l’era Moratti, una famiglia che è sempre stata padrona dell’Inter e che nell’Inter ha investito e perso un mucchio di soldi (quasi un miliardo e mezzo, in media 60 milioni l’anno per coprire non tanto i debiti quanto i deficit di gestione). L’Inter di Thohir sarà indubbiamente diversa: è probabile che il magnate indonesiano col calcio voglia guadagnare, quindi prima investirà e poi chiederà il conto. È anche vero che nessuno finora ha guadagnato col calcio, anche all’estero sia le società inglesi che spagnole sono in profondo rosso. Di certo Thohir si circonderà di manager suoi e vorrà spendere bene i soldi che per forza dovrà investire. E i tifosi? Non si stracciano le vesti e per ora sono in attesa. I gruppi organizzati della Curva Nord da sempre sono fedeli ai Moratti e quindi non si sbilanciano sul passaggio della bandiera. Ai milanesi dispiace che il presidente dell’Inter non sia più un loro concittadino ma addirittura un indonesiano, ma è pur vero che non sono più la maggioranza del tifo nerazzurro.