Il Pdl sposa il messaggio di Napolitano sulle carceri: «Partiamo da qui per riformare la giustizia»

«Non posso non apprezzare le parole del Capo dello Stato. Ho sempre creduto, assumendo in passato e in piena coscienza posizioni diverse dal mio partito, che una democrazia è forte anche se è capace di essere clemente con chi ha sbagliato. Auspico che il Parlamento raccolga rapidamente il monito di Napolitano e approvi un provvedimento di amnistia o di indulto». Altero Matteoli è tra i primi nel Pdl a commentare (e a sposare) l’apertura di Giorgio Napolitano su un provvedimento straordinario sulle carceri. Durante la visita al carcere napoletano di Poggioreale il presidente della Repubblica ha sferzato la politica: «Pongo al Parlamento un interrogativo, se esso ritenga di prendere in considerazione la necessità di un provvedimento di clemenza, un provvedimento di indulto e di amnistia». Da qui l’annuncio di un messaggio indirizzato alle Camere.

Un provvedimento che il Pdl condivide pienamente, come spiega Renato Brunetta ai microfoni del TgCom24. «Sono totalmente d’accordo con quanto detto da Napolitano: serve una grande riforma della giustizia, serve affrontare il problema delle carceri, e serve anche un’amnistia. Perché quando si fanno le grandi riforme, la grande riforma della giustizia, occorre cancellare parte del passato per ricominciare». Il capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati ricorda inoltre che «proprio nei giorni scorsi l’Unione europea ci ha richiamato, ha aperto una procedura d’infrazione, su un altro tema di giustizia: la responsabilità civile dei magistrati. Allora uno dei punti programmatici fondamentali su cui fare questa verifica, o fare questo grande accordo programmatico, come io preferisco, con il Pd e con il presidente Letta, è proprio questo: una grande riforma della giustizia. Se anzi, il presidente della Repubblica, tutte queste cose le dicesse in un suo alto messaggio alle Camere – conclude Brunetta – sarebbe ben apprezzato e sarebbe anche un grande contributo alla soluzione dei problemi politici che abbiamo oggi nel nostro Paese».