Il Pd si scopre paladino dell’ordine pubblico. Per far vietare la festa di CasaPound in Veneto

Levata di scudi del Pd contro la festa nazionale di CasaPound in programma dal 12 al 15 settembre a Revine Lago, nel Trevigiano. Tutti i deputati veneti del Pd hanno firmato un’interrogazione rivolta al ministro Alfano in cui si chiede al governo di evitare che si diffonda “l’ideologia neofascista”. Seguono il consueto appello alla vigilanza, la preoccupazione per l’ordine pubblico e il sermoncino sul fatto che la festa violerebbe la Costituzione e offenderebbe i giovani morti per la libertà. Toni analoghi sono contenuti nella mozione che i consiglieri regionali del Pd hanno presentato  alla Regione Veneto chiedendo in sostanza al governatore Luca Zaia di vietare l’iniziativa.

Il ricorso alla logica dei divieti (tristemente praticata negli anni di piombo) appare anacronistica oltre che allarmistica. I rappresentanti dei partiti nelle istituzioni sanno bene che l’uso di tecniche di demonizzazione è lo strumento più usato per alimentare e fomentare l’estremismo. Ma cosa c’è di tanto terribile nel programma della festa del movimento guidato da Gianluca Iannone? Basta dare una semplice occhiata per constatare che i temi oggetto di dibattito sono quelli scelti anche da altre organizzazioni per le quali non si leva alcuna voce di protesta. Dove sta, allora, il richiamo al nazifascismo? Tra l’altro tra gli ospiti annunciati figurano anche scrittori controcorrente come Massimo Fini e filosofi come Giulio Giorello. Il primo parlerà di Siria e geopolitica, il secondo interverrà alla presentazione del libro di Adriano Scianca Ezra fa surf , titolo che fa riferimento al poeta Ezra Pound. Che cosa turba, quindi, le coscienze antifasciste? Forse le lezioni di parapendio? O il ricordo di Dominique Venner, lo scrittore suicida contro la decadenza dei valori europei? Non c’è traccia di razzismo né di nazismo in ciò che il programma offre. L’ordine pubblico non è in pericolo. Sarà il caso allora di evitare i polveroni, magari dipingendo i militanti di CasaPound come pericolosi golpisti.