I russi: “La Gran Bretagna è un’isoletta”. Cameron abbocca ed elenca le glorie imperiali

La politica internazionale, anche in questi giorni di psicodramma per la Siria, ci regala ogni tanto qualche gustoso siparietto. L’ultimo (un po’ esilarante) ha per protagonisti il portavoce di Putin, Dmitri Peskov,  da una parte, e il premier britannico David Cameron, dall’altra. Tutto comincia quando, a margine del G20,  riferiscono all’inquilino di Downing Street che lo stretto collaboratore di “zar” Vladimir , Dmitri Peskov, avrebbe espresso questo sprezzante giudizio sulla Gran Bretagna: «È un’isoletta a cui nessuno dà ascolto». Ce ne sarebbe quanto basta per una crisi diplomatica. Ma si tratta di un’affermazione così enorme e gratuita (anche alla luce del recente voto del Parlamento britannico sulla Siria) , da far pensare alla provocazione di qualche seminatore di zizzania oppure, molto più verosimilmente, alla voce dal sen fuggita di qualche componente dello staff di Putin in un momento di ebbrezza da vodka. Insomma, l'”incidente” può  finire lì, anche perché arriva  subito la smentita del portavoce russo. Al massimo, Cameron potrebbe  far filtrare qualche freddura molto british.  E amici come prima.

Invece no. Incredibilmente, il premier britannico detta alla stampa una dichiarazione in cui sono elencate tutte le glorie storiche del Regno Unito. Se si fosse trovato in un film di Totò avrebbe sicuramente esclamato: “Perdindirindina!”.  «Mi è stato riferito – dice Cameron furioso  –  che Mosca smentisce categoricamente che quelle parole siano mai state pronunciate, di certo nessuno le ha dette a me. Ma voglio essere chiaro su un punto: la Gran Bretagna può anche essere un’isola piccola, ma sfido chiunque a trovare un altro paese con una storia altrettanto gloriosa».  E poi, come se stesse intonando  God save the Queen, ricorda i fasti del passato: «È  un’isola che ha contribuito a liberare l’Europa dal fascismo e lo ha fatto in maniera risoluta. La Gran Bretagna è  un’isola che ha contribuito ad abolire la schiavitù, che ha inventato la gran parte delle cose che vale la pena inventare, compreso ogni sport al momento praticato nel mondo, e che è ancor oggi espressione di arte, letteratura e musica che delizia il mondo intero». Mancava solo che ricordasse la vittoria della nazionale inglese ai Mondiali di calcio del 1966 e poi l’elenco era davvero completo.

Come minimo si può dire che David Cameron non è uno che sta agli scherzi. Oppure che la sua ironia è talmente raffinata da non essere, da tutti, immediatamente  percepita. Di sicuro qualcuno, al G20, si starà sganasciando dalle risate. L’ombra di un Pierino la peste si aggira tra i potenti della Terra.