Augello: «Ho provato che la legge Severino è incostituzionale, ma il Pd punta alla decadenza di Berlusconi»

«Ho portato la prova inoppugnabile che la delega al governo della legge Severino è incostituzionale. Possiamo dire che si tratta della quarta prova dell’incostituzionalità» della legge. Così il relatore Andrea Augello illustra ai cronisti il contenuto della replica presentato oggi nella Giunta delle immunità del Senato. Interpellato all’uscita dei lavori in Giunta Augello spiega come nella sua replica, dopo aver risposto ai singoli membri della Giunta, abbia ricordato come «i primi a porre dubbi di costituzionalità sulla delega al governo in materia di incandidabilità furono proprio i senatori del Pd Sanna, all’epoca membro di questa Giunta, Ceccanti e D’Alia, nel giugno del 2011», sottolinea Augello precisando di aver posto un altro punto che dimostrerebbe l’incostituzionalità del provvedimento. Sempre all’interno della replica, aggiunge Augello, il relatore ha fatto riferimento a un dossier del Servizio Studi della Camera del 22 settembre 2011 che, nel paragrafo “Chiarezza e proprietà della formazione del testo” evidenzia come «andrebbe valutata l’opportunità di specificare che l’ipotesi di decadenza di diritto non riguarda le cariche di deputato e senatore, dal momento che l’articolo 66 stabilisce espressamente che ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità». Tutto ciò, conclude il senatore del Pdl, prova come «per una fonte indipendente al di sopra di ogni sospetto fosse pacifico il rilievo costituzionale numero 4 formulato nella mia relazione».

Il voto è previsto per stasera alle 20,30, ma «purtroppo non gliene importerà niente a nessuno» delle questioni poste nella relazione, «importerà soprattutto il clima generale in cui si è svolta questa battaglia, che si concluderà con un voto che boccerà il relatore, fatto infausto per il Paese ma fausto per la qualità di vita del relatore» aggiunge Augello con un filo d”ironia. Sulle prospettive politiche, «non so se il presidente Berlusconi dopo il voto di stasera deciderà di interrompere l’esperienza di governo, ma la decisione del Pd toglie ogni prospettiva strategica al governo».