Grecia, Alba Dorata cala (ma di poco) nei sondaggi dopo gli arresti per l’omicidio del rapper

30 Set 2013 10:48 - di Redazione

Il partito di estrema destra Chrysi Avgì (Alba Dorata) continua ad occupare il terzo posto nelle preferenze di voto dei greci anche se ha perso una parte della propria popolarità in seguito all’omicidio, il 17 settembre ad Atene, del rapper antifascista Pavlos Fyssas per mano di un suo militante. In base ai risultati del sondaggio condotto dalla società Mrb per conto del settimanale “Realnews”, Alba Dorata guiderebbe comunque il gruppo dei partiti cosiddetti minori con il 6,8% delle preferenze (contro il 9,1% del giugno scorso), seguito dal Pasok (socialista) con il 5,5%, dai Greci Indipendenti (destra) con il 5,3%, dal Partito Comunista (Kke) con il 5% e da Sinistra Democratica con il 3,3%. Al primo e al secondo posto continua invece l’alternarsi tra il partito conservatore Nea Dimokratia, guidato dal premier Antonis Samaras, con il 22,2%, e Syriza, il partito della sinistra radicale, con il 21%. Alba Dorata comunque risulta in leggero rialzo rispetto al precedente sondaggio, pubblicato il 24 settembre dal quotidiano ateniese “Eleftheros Tipo” con dati raccolti i giorni immediatamente successivi all’omicidio (19, 20 e 21 settembre), che dava il partito al 5,8 per cento.
Sul fronte delle indagini relative all’omicidio del rapper, il deputato Christos Pappas, “numero due” di Alba Dorata, si è costituito alla polizia, arrivando al commissariato centrale di Atene a bordo di un taxi. «Non ci spezzeranno! Viva Alba Dorata!», ha gridato Pappas prima di entrare nel commissariato alzando le braccia in direzione di un gruppo di sostenitori che erano lì ad attenderlo. Il deputato era ricercato dalla polizia in seguito ai mandati di arresto emessi contro di lui e altre 35 personalità o militanti di Alba Dorata ed eseguiti nei confronti di 20 persone, tra cui il leader Nikos Michaloliakos e altri quattro deputati. Insieme con gli altri cinque, Pappas verrà incriminato martedì o al massimo mercoledì per appartenenza a un’organizzazione criminale ritenuta responsabile, fra l’altro, di omicidi, violenze, aggressioni e racket a scopo di estorsione.

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