Gli occhi del mondo sulla Costa Concordia: il relitto in piedi entro l’alba

Ritardi fisiologici, complicazioni messe in conto: i tempi si allungano, e contrariamente alle previsioni della vigilia, la Concordia sarà in piedi entro l’alba di domani. A questo punto, dall’inizio dei lavori, la nave da crociera è ruotata di 13 gradi, facendo emergere 4 metri del relitto: un passo enorme nel processo di rimozione di quel gigante arenato, ma che non rimuove nemmeno di un millimetro dall’immaginario collettivo le immagini sconcertanti di quella mastodontica carcassa sospesa tra superficie e abisso, spiaggiata in quel tratto di mare a testimonianza – reiteratasi nei mesi – di una tragedia che è impossibile dimenticare. Una tragedia su cui si sono accesi i riflettori sin dalle prime ore, e che in questa lunga giornata di rimozione delle spoglie di quell’enorme cadavere incastrato sugli scogli, dense di collegamenti in diretta dall’isola del Giglio, interviste ad addetti ai lavori, consultazioni di esperti e monitoraggio e ricostruzione del parbuckling, (il sistema ideato per raddrizzare la Costa Concordia), torna a concentrare su di sé l’attenzione dei media di tutto il mondo. E dall’avvio delle operazioni di recupero, sulle tv e in streaming sui principali siti di informazione internazionali, dalla Cnn a France 24, dalla Bbc ad Al Jazeera, si torna a parlare di quel terribile naufragio. Di quegli oltre 4000 passeggeri di diverse nazionalità, e di quei 32 morti, vittime dell’imperizia e di un’ abitudine pericolosa, quella dell’inchino di saluto, tornata pericolosamente in auge solo poche settimane fa a Venezia. Oggi, a fronte della gestione di quell’incidente, e dell’emergenza scattata dal minuto dopo l’impatto con gli scogli, i media di tutto il mondo e la Rete rimandano dal Giglio le immagini di una gigantesca operazione, delicata e dispendiosa, mai eseguita prima. Una procedura iniziata alle nove di questa mattina e che già dopo due ore aveva portato a far riemergere dall’acqua un metro della nave. Il processo di raddrizzamento andrà avanti tutta la notte: riguardo l’andamento dei lavori il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, ha infatti confermato che si andrà avanti «a oltranza. Le cose procedono come dovevano, ma con tempistica dilatata». Così come gradualmente, ma inesorabilmente, va avanti il processo all’unico imputato, il comandante Francesco Schettino: lunedì 23 si tornerà in aula, e anche all’udienza fissata al Teatro Moderno di Grosseto assisteremo, se non proprio ad una “rotazione”, almeno al giro di boa. Con la ripresa del processo, nel quale hanno già patteggiato cinque ex coimputati di Schettino (la pena più alta è stata di 2 anni e 10 mesi), si entrerà nel vivo del procedimento per il naufragio costato 32 vite, su cui grava il rimpianto – e il dubbio – che avrebbero potute essere salvate.