Germania, il flop dei liberali rende quasi scontata la Grosse Koalition

Si incattivisce la campagna per le legislative in Germania di domenica: un nuovo sondaggio fotografa una situazione di parità fra governo e opposizione. A pochi metri dal traguardo, è caccia all’ultimo voto, in uno scenario di tutti contro tutti con all’orizzonte la prospettiva sempre più concreta di Grosse Koalition tra Merkel e socialdemocratici. Il voto in Baviera domenica scorsa ha rimescolato le carte in tavola e scatenato il panico: la Csu, gemella bavarese della Cdu della cancelliera Angela Merkel, ha fatto piazza pulita, ma i liberali (Fdp), alleati della Cdu-Csu a Berlino, sono stati azzoppati e la Merkel si ritrova ora senza alleato preferito in una ipotetica riedizione della coalizione cristiano liberale dopo le elezioni. Come opzione più probabile, non le resta che una grande coalizione con la Spd. Ma sia i socialdemocratici che l’Unione dicono di non volerla. Un sondaggio Forsa – l’istituto che in genere ci azzecca di più – indica la coalizione di governo Cdu-Csu/Fdp al 44%, alla pari con i tre partiti di opposizione di sinistra: Spd, Verdi e Linke. La Cdu-Csu è stabile al 39%, ma la Fdp cede un punto al 5%, proprio al limite della soglia di sbarramento. Invariati tutti gli altri: Spd al 25%, Verdi al 9%, Linke al 10%. Fuori dal Bundestag, perché sotto il 5%, il partito anti-euro AfD (Alternative fuer Deutschaland) che però potrebbe riservare qualche sorpresa, e i Pirati, entrambi al 3%. La Merkel quindi con l’attuale coalizione non avrebbe più la maggioranza al Bundestag: le sole alternative sarebbero una grande coalizione con la Spd – al 64% – o una nero-verde fra Cdu-Csu e Verdi – 48% – che sarebbe una novità assoluta a livello federale. Sempre alta la popolarità della Merkel: il 53% la vorrebbe cancelliera (+1%), contro il 26% per lo sfidante Spd, Peer Steinbrueck. La Spd ristagna e i Verdi, puniti da vecchie posizioni permissive sulla pedofilia, sono scesi sotto il 10%: il progetto rosso-verde può considerarsi sepolto. La Spd spera in una rimonta all’ultimo munito e intensificherà le visite porta a porta: finora ha bussato alla casa di 4,1 milioni di elettori e fino al 22 vuole arrivare a cinque milioni. Sui giornali si registra l’inasprimento del clima. La Fdp all’assalto dei voti della seconda scheda (quella per il partito), ma la Cdu-Csu punta i piedi: ognuno lotta per sé, ripetono i dirigenti, rifiutando sacrifici a beneficio dell’alleato. «La Fdp lotta per la sopravvivenza», titola la Sueddeutsche Zeitung in prima, mentre Bild segnala la zuffa in tv fra i principali leader in un talk-show. Il tabloid dedica poi un’intera pagina a tre big Fdp (il leader Philipp Roesler, e gli ex Guido Westerwelle e Hans-Dietrich Genscher) che magnificano l’importanza dei liberali al Bundestag. Il capolista Rainer Bruederle incita apertamente allo scippo di voti alla Cdu con l’argomento che, senza liberali, non ci sarebbe la Merkel. Secca la replica della Merkel: «Lotteremo fino all’ultimo perché la gente voti con tutte e due le schede Cdu e poter così proseguire la coalizione cristiano liberale». E non taglia i ponti con la Spd: «Certo che parlo con i socialdemocratici, e loro con me», ha detto.