Germania, cresce il partito anti-euro. A due giorni dal voto a rischio la maggioranza della Merkel

Cattive notizie per la cancelliera Angela Merkel che a due giorni dal voto per il rinnovo del Bundestag vede confermato il calo di consensi e il rischio di perdere la maggioranza uscente sotto l’onda crescente del partito anti-euro fondato in primavera dall’economista Bernd Lucke. Che gli ultimi sondaggi pubblicati dalla Bild accreditano al cinque per cento. Con il possibile ingresso in Parlamento di “Alternativa per la Germania” si aprirebbe uno scenario inedito per Berlino e per gli equilibri internazionali che potrebbe portare all’uscita di scena della coalizione nero-gialla (cristiano-sociali, cristiano-democratici e liberali) che sostiene la Merkel e un ricambio con una grande coalizione di governo tra Cdu-Csu e socialdemocratici con il fiato sul collo del partito di Lucke, docente di macro-economica ad Amburgo.

L’attuale alleato della Cdu nell’esecutivo, infatti, il Partito liberale (Fdp), ha subìto una batosta nel test elettorale del 15 settembre in Baviera ed  è  possibile che la “Cancelliera-madre” debba rivolgersi alla Spd per formare una maggioranza, e in questo caso si ripeterebbe la formula della “Grosse Koalition” già sperimentata dalla Merkel nel suo primo mandato. Nei mesi scorsi la parola d’ordine della Cdu è stata quella di ignorare l’ascesa dei nuovi avversari, ma alla vigilia del voto lo scontro è diventato inevitabile. Intanto i dirigenti di Alternativa per la Germania continuano a girare  in lungo e in largo il Paese spiegando agli elettori di non essere un partito monotematico ma di avere le idee chiare anche sulla politica estera, con un nuovo rapporto con Mosca, e su quella nazionale con al primo posto l’appello per un’immigrazione più legata alla qualificazione e meno garantita dal welfare.

Un sondaggio fresco di stampa indica una risicatissima maggioranza (meno di un punto) per la coalizione di governo guidata dalla lady di ferro: insieme, cristiano democratici e liberali (Fdp) arrivano al 45,5%. Secondo il barometro politico della seconda rete tedesca, Zdf, infatti, la Cdu-Csu resterebbe invariata al 40% mentre il liberali (Fdp) si fermerebbero al 5,4%. Sul fronte opposto i socialdemocratici (Spd) dello sfidante Peer Steinbrueck (noto in Italia per aver definito “due clown” Beppe Grillo e Silvio Berlusconi) sono al 27%, i Verdi al 9% e la Linke (Sinistra) all’8,5%: insieme dunque i tre partiti arrivano al 44,5%. “Alternative fuer Deutschland” (AfD) si fermerebbe al 4%. La tensione è alta: il presidente del Bundestag, Norbert Lammert, ha criticato duramente la pubblicazione di sondaggi vicino al voto, «non è una conquista», ha dichiarato alla Rheinische Post. Quanto all’annuncio di un novo sondaggio della Bild am Sonntag per domenica, un preoccupato Lambert ha commentato:«Dovrebbe evidentemente essere evitato, c’è il rischio che la gente confonda i sondaggi con i risultati veri».