“Everest-013”, i giovani del Pdl pronti a scalare le vette della politica

Cos’è #Everest013? Reinhold Messner lo spiegava così: «Scalare una grande parete significa mettersi in gioco completamente», ti rispondono a Monopoli i giovani che incontri, citando le parole del popolare scalatore di vette. «Anche noi giovani di tutta Italia siamo pronti a metterci in gioco», ci dice Diana Fabrizi, del Cnsu, i giovani universitari. Le vette da scalare sono tante e ardue in tempi di crisi, ma a giudicare dalla vitalità che si respira da queste parti – 500 i giovani accreditati del Pdl, un migliaio i ragazzi provenienti da tutta Italia a proprie spese – sembra che la crisi della politica e dei partiti non abiti qui, almeno per il centrodestra. Ha appena telefonato il segretario Angelino Alfano a tenere alto il morale delle truppe: «Si parte da voi, come sempre», ci ha detto il segretario, raccontano. «Ma quello che ci è piaciuto di più – spiega la Fabrizi – è stata la risposta di Gasparri al segretario: gli ha chiesto di farsi garante del futuro del partito, passando attraverso una selezione della nuova classe dirigente». I giovani chiedono contenuti, idee, difesa dei valori, della famiglia, dell’Uomo, «tutti strumenti indispensabili per scalare le vette. «Il tono generale qui a Monopoli è la fiducia, che ti viene anche solo a guardare il numero dei partecipanti», ti dicono. Sergio Silvestris, giovane parlamentare europeo, è entusiasta del clima «di bella politica» che si respira. Tre giorni di festa ma soprattutto di confronto, di domande, di richieste da parte dei più giovani ai “big” che si sono avvicendati, Schifani, Capezzone, Angelilli, Fitto, Saltamartini, Scopelliti, ma anche giovani parlamentari europei, consiglieri regionali, sindaci. Gli eventi più gettonati? «A parte l’apertura dei lavori con Gasparri e Fitto – risponde Luca Sbardella, l’“anima” organizzativa di “Everest” – grande appeal hanno gli incontri con i nostri amministratori che rappresentano diverse realtà, regioni differenti per “vocazioni” e contesti economici. Una bella lezione per apprendere al meglio alcune nozioni sulle pratiche della buona politica amministrativa per i giovani che investono nel futuro del Pdl». Per questo la tavola rotonda “Nord, Sud, Ovest, Est”, conclusa dal governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti si è trasformata in un vero e proprio seminario, alla presenza dei consiglieri regionali emiliani, pugliesi, calabresi, del Lazio. Cosa chiedono i giovani al Pdl? «Le domande si articolano su due direttrici», risponde Silvestris. «Cosa succederà nei prossimi mesi? Cosa sarà Forza Italia, durerà il governo delle larghe intese? Vogliono capire. L’altro aspetto riguarda il loro ruolo e chiedono ai loro rappresentanti: serve la nostra militanza, siamo ancora utili alla causa»? Le risposte sono state chiare: «La militanza giovanile è la benzina insostituibile del centrodestra, è stata la risposta di tutti». Le altre domande riguardano una realtà in evoluzione, nessuno ha la sfera di cristallo e «ognuno ha dato risposte a seconda delle diverse percezioni: Capezzone, ad esempio, ha detto “si vota presto”; Schifani ha richiamato a scelte di responsabilità», ci racconta Silvestris. «In tutti, comunque, è stata evidente la trasparenza delle posizioni e soprattutto i senso di appartenena a un centrodestra unito, indipendentemente dalle sigle».

Cosa fa il Pdl per i giovani?, la domanda è risuonata in un altro evento “clou” dal titolo che è tutto un programma “Che ne sarà di noi?”. Raffaele Baldassarre e Jole Santelli hanno ribadito le ricette del Pdl contro l’eccesso di pressione fiscale e a favore dell’assunzione dei giovani, liberando le imprese dai troppi lacciuoli. «Sono molto contento del successo di Everest – ha detto Gasparri – valori e contenuti della destra devono continuare ad alimentare il percorso unitario di una grande formazione politica di centrodestra che unisca scelte liberali e valori nazionali. Senza frammentazioni e personalismi. Per far vincere la maggioranza moderata dell’Italia».

È una sorpresa anche per gli addetti ai lavori constatare che molti giovani preferiscono vedere positivo e salutare con soddisfazione alcune iniziative in cantiere, «che metteremo nero su bianco in un manifesto a fine manifestazione»: per esempio premiare e incentivare le eccellenze a partire dalla scuola, dall’università, dal mondo del lavoro». Le vette, del resto, si scalano solo se c’è fiducia nei propri mezzi.