Ennesimo “giallo” nella morte di Diana: fuggito il soldato che denunciò il “complotto”

Un nuovo “giallo” si aggiunge alla vicenda senza fine della morte di Diana Spencer. Il fantomatico militare che accusa le forze speciali britanniche Sas di aver organizzato l’incidente di Parigi, in cui la principessa e Dodi Al Fayed persero la vita nel 1997, avrebbe lasciato il Regno Unito secondo alcuni tabloid. Conosciuto solo come “soldato N”, l’ex membro delle Sas con le sue dichiarazioni-shock aveva spinto Scotland Yard ad avviare una revisione delle indagini su quanto accaduto a Lady D. Il militare, che avrebbe dovuto testimoniare nel corso dell’inchiesta, sarebbe fuggito in Thailandia perché «teme per la propria vita». La polizia di Londra non ha quindi avuto modo di interrogarlo sulle sue affermazioni, che sono state riportate soprattutto dalla stampa popolare e giudicate come poco attendibili da molti giornali. Fra i primi a reagire alla notizia il padre di Dodi, Mohamed Al Fayed, sostenitore della tesi del complotto, che si è detto molto rammaricato per la fuga del testimone-chiave. Secondo la fantascientifica versione del soldato N, un’unità delle Sas avrebbe usato uno speciale raggio per accecare l’autista di Diana e causare l’uscita di strada della Mercedes. Unità che si dice fosse stata creata dai servizi segreti di Sua Maestà per eliminare personaggi scomodi, a partire dai dittatori. Pare che fosse pronta anche un’operazione simile contro il leader serbo Slobodan Milosevic. Secondo il Daily Mirror, l’ex militare avrebbe parlato alla ex moglie del coinvolgimento delle forze speciali nel ”complotto” contro la principessa. Il soldato N avrebbe deciso di fare questa rivelazione dopo aver conosciuto nel 2008 il principe William al quale avrebbe dato lezioni di guida avanzata. Nelle scorse settimane i tabloid avevano citato anche la testimonianza di un guidatore che si trovava nel tunnel dell’Alma al momento dell’incidente e avrebbe notato una luce bianca molto forte colpire la Mercedes su cui viaggiavano Diana e Dodi.