Effetto-Schettino, cordone umano nella laguna di Venezia per bloccare le grandi navi

Venezia è invasa da grandi navi da crociera e scoppia la protesta con un cordone umano in acqua. È un fine settimana di fuoco nella laguna, dove in due giorni è previsto il transito  di diciotto grandi navi, la metà grandi come un grattacielo e con un carico di circa quindicimila persone, tra turisti e personale di servizio.  Solo oggi di fronte a piazza San Marco ne transiteranno almeno sette. «Non vi è alcun giorno record», minimizza da giorni Venice Terminal Passeggeri (Vtp). Ma i dimostranti la pensano diversamente. La giornata si è aperta con il blitz dei centri sociali all’aeroporto di Venezia dove hanno manifestato contro il passaggio delle grandi navi nel bacino san Marco. I manifestanti hanno “smontato” gli interni dell’area riservata ai crocieristi e hanno portato all’esterno sedie, mobili e manifesti. Sulle vetrate con lo spray è stato scritto “no”, mentre su uno striscione c’è la scritta “Stop Cruises”. Nel pomeriggio alcune decine di dimostranti si sono gettati  nel canale della Giudecca, tuffandosi dalla riva delle Zaffere e dalla parte opposta, per tentare di ostacolare il passaggio delle grandi navi. Nel centro del canale si sono subito portate alcune barche delle forze dell’ordine. Gli attivisti del comitato “No grandi navi” hanno nuotato per alcune centinaia di metri formando una sorta di cerchio al centro del canale della Giudecca e sono stati subito circondati da imbarcazioni di polizia e carabinieri. Una protesta che ha sortito un effetto: dal molo della Marittima le navi crociera previste in partenza dopo le 16 sono rimaste ferme in attesa. Il fatto, sottolineato anche dai portavoce dei manifestanti, ha scatenato urla e fischi di entusiasmo sulla riva delle Zattere, occupata da centinaia di persone. «È paradossale che il ministro per l’ambiente Orlando proponga il numero chiuso e quindici giorni dopo ci sia a Venezia il clou di copresenze di navi in Marittima», ha detto Silvio Testa, portavoce del Comitato.  Contrario alle grandi navi anche il governatore del Veneto Luca Zaia: «È un’immonda schifezza nel senso che è un problema che va risolto, c’è un decreto che è chiaro e che dobbiamo applicare. Stiamo parlando di navi al di sopra delle quarantamila tonnellate siamo assolutamente favorevoli all’uscita delle navi dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco ma è fondamentale che si decida e si decida velocemente. Ci sono diverse ipotesi, noi sosteniamo che il punto di arrivo dev’ essere quello di mantenere l’occupazione, che interessa quasi cinquemila lavoratori, ma anche e soprattutto di non inquinare. Per esempio, le navi quando arrivano in banchina devono spegnere i motori».