E mentre il Pd piange per la crisi, il capogruppo Zanda fa shopping di lusso. Ecco le foto

Ore 18.53, via della Scrofa, Roma: Luigi Zanda cammina a passo spedito, sembra angosciato, gli si legge lo spread negli occhi. In effetti a pochi passi da lì, alla Camera, si vivono momenti drammatici per la crisi politica innescata da Berlusconi, che in quel momento sta annunciando ai suoi parlamentari che l’esperienza di governo è finita e bisogna andare alle elezioni dopo aver votato i provvedimenti economici più urgenti. Ore 18.54, Luigi Zanda transita davanti al noto ristorante Alfredo alla Scrofa, il volto è sempre più corrucciato, forse pensa agli operai della Fiat di Pomigliano o forse ai cassintegrati dell’Ilva, mentre le agenzie battono dichiarazioni indignate di esponenti del Pd che accusano di irresponsabilità il centrodestra, di personalismi scandalosi il Cavaliere, parlano della crisi economica, della difficoltà di arrivare a fine mese degli italiani. Ore 18.55: Luigi Zanda, sguardo sempre più contrito, entra ad Arcon, che non è Arcore, ma in quanto a mobili e arredi di lusso non è secondo alla prestigiosa dimora di Berlusconi. In quei drammatici istanti, mentre il Pd si dispera a nome degli italiani, il capogruppo al Senato dei Democratici s’infila nel noto negozio di design di arredamenti contemporanei di via della Scrofa, dove un puff zebrato costa non meno di mille euro e per un attaccapanni a forma di albero devi sborsarne il doppio. Ore 18.57: Luigi Zanda conclude il tentato shopping e si riavvia verso il Senato con l’espressione torva, tuonando al telefono contro l’affamatore degli italiani, Berlusconi. Si vede che Zanda è un uomo triste, arrabbiato, afflitto. Chissà, forse a causa della crisi, ha rinunciato a malincuore a quella elegantissima poltroncina in pelle nera leopardata che aveva adocchiato in vetrina.