Direttiva Ue anti-fumo. La Philip Morris mobilita 161 lobbisti e scheda gli eurodeputati

Vita dura per la revisione della direttiva Ue anti-fumo che nei prossimi giorni dovrebbe essere approvata dalla plenaria di Strasburgo dopo continui slittamenti. Le lobby del tabacco sul piede di guerra da mesi non restano a guardare. L’ultima notizia  riguarda un colosso come la Philip Morris che  avrebbe mobilitato 161 lobbisti e speso 500.000 euro per “schedare” gli eurodeputati e “convincerli” a desistere dalla manovra proibizionista. Lo rivela il quotidiano belga Le Soir che ha avuto accesso a documenti segreti interni alla multinazionale.  Secondo il quotidiano, Philip Morris ha contattato «in modo molto approfondito» 257 parlamentari e li ha classificati (verde, arancione, rosso) in base alle loro opinioni sulla direttiva.  Non è la prima volta che le compagnie di tabacco, sempre informate nei dettagli dell’andamento delle trattative e introdotte fra i collaboratori dei responsabili politici che gravitano intorno alla Commissione europea,  entrano a gamba tesa nei lavori parlamentari. Approvata in commissione Ambiente e sanità del Parlamento europeo, il provvedimento vieta il commercio delle sigarette aromatizzate e delle sigarette “slim”, bandisce la messa in vendita delle confezioni con dieci sigarette, proibisce l’uso di additivi,impone messaggi anti-fumo su ”almeno” il 75% della confezione di sigarette e tabacco (quota molto discussa), vieta la vendita online dei prodotti del tabacco e pone un limite alla commercializzazione delle sigarette elettroniche contenenti oltre 1 milligrammo di nicotina. Dopo il voto in seduta plenaria la revisione della direttiva dovrà essere oggetto del cosiddetto “trilogo” (ovvero della trattativa fra Consiglio dei ministri Ue, Parlamento europeo e Commissione) per definire un testo condiviso superando i tanti punti di contrasto.