Digiunare contro la guerra in Siria? No, grazie. Ferrara e Cicchitto fuori dal coro

Dopo Emma Bonino altri tre ministri del governo Letta (Mario Mauro, Maurizio Lupi e Gianpiero D’Alia) hanno annunciato la propria adesione alla giornata di preghiera e digiuno per la Siria promossa da Papa Francesco per sabato 7 settembre. Adesione trasversale e bipartisan, ma c’è pure chi si chiama fuori come Fabrizio Cicchitto: «Pur non essendo interventista – dice il presidente della Commissione Esteri della Camera –  francamente non condivido né il momento nè lo scopo dei digiuni annunciati». Cicchitto aggiunge: «Avrei capito che questi digiuni fossero contro i 100mila morti provocati dalla guerra civile in Siria, contro i mille morti provocati dalle armi chimiche di Assad, e invece – conclude l’esponente Pdl – tutti i digiuni preannunciati appaiono essere fatti solo contro il futuro intervento americano e ciò a mio avviso è unilaterale e discutibile». Una linea politica perfettamente in sintonia con quella da sempre filoamericana di Giuliano Ferrara. «Il digiuno è passione – scrive il direttore del Foglio – almeno nella mia esperienza. Ha un oggetto razionale, quando non sia atto mistico o rituale. Si digiuna per muovere guerra all’aborto, all’apartheid, alla schiavitù coloniale indiana, al massacro delle carceri e della Costituzione. Si può digiunare contro il ritorno dei talebani in Afghanistan, e della sharia, contro l’annichilimento della musica, della libertà femminile, dell’educazione delle ragazze. Ma digiunare per paura della guerra giusta, quando la guerra civile è in corso, quando le armi chimiche ne esaltano il sapore umanamente tossico, questo mi sembra il colmo dell’assurdo».

Nonostante queste voci fuori dal coro, per sabato pomeriggio a piazza San Pietro sono attese centinaia di migliaia di persone. All’elenco degli aderenti al digiuno si aggiungono di ora in ora personalità di diverse origini, religiose, geografiche e politiche. Dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni che ha annunciato le preghiere della comunità ebraica della Capitale al gran muftì di Siria, Ahmad Badreddin Hassou, che ha annunciato la sua presenza (se possibile) in piazza San Pietro.

Papa Francesco annuncia la giornata di digiuno contro la guerra