Dalla Rai a Strasburgo: il Pd prepara il seggio per la Berlinguer (come fu per Gruber e Santoro)

Dalla Rai al parlamento europeo: anche Bianca Berlinguer,  da quattro anni direttore del Tg3, potrebbe seguire le orme dei vari Lilli Gruber, Michele Santoro e David Sassoli. Una carriera a viale Mazzini in quota Pd (o Ds, Pds, Pci, fate voi) e poi una candidatura a Strasburgo. Tutto in ossequio della tradizione postcomunista che vede tutelare i propri fedelissimi nella tv di Stato. Con la stessa logica verrà premiatala figlia dello storico segretario del Partito comunista, che qualcuno nel Pd vedeva pure come alternativa a Ignazio Marino per la poltrona di sindaco di Roma. Ora la Berlinguer sarebbe pronta ad accettare l’offerta del Partito democratico per candidarsi alle elezioni europee in programma a giugno 2014. Ad accelerare la scelta, il cambiamento di clima a viale Mazzini, con il direttore generale Luigi Gubitosi orientato a proporre un nome nuovo per la direzione del Tg3. Della candidatura si è parlato anche giovedì sera, a Genova, a margine della Festa Democratica dove la Berlinguer ha intervistato Massimo D’Alema.

Tra i motivi che avrebbero spinto la direttrice del Tg3 ad accettare la candidatura per il Pd, ci sarebbe anche l’offensiva politica e mediatica del Pdl che, con Renato Brunetta ha promosso sul web www.raiwatch.it, Un sito che esegue il monitoraggio dei programmi e dei telegiornali della Rai, in termini di pluralismo. Il capogruppo del Popolo della libertà alla Camera dei deputati ha già prodotto diversi esposti nei confronti di alcune trasmissioni (tutte di Rai3): «Su quattro esposti presentati, l’Agcom ci ha dato ragione su 3: Inmezz’ora, Che tempo che fa e Tg3». In virtù delle decisioni Agcom, «non è più un’opinione la faziosità di Rai3, è un fatto». Come è ormai un fatto che il giornalista Rai che ha reso un buon servizio alla sinistra, venga poi premiato con una candidatura. Al Parlamento europeo oppure (come fu per Piero Badaloni e Piero Marrazzo) con un giro di giostra alla Regione Lazio.