Cuba è sempre Cuba: musicista isolato e censurato solo per aver chiesto libere elezioni

Forse oggi da Cuba si può partire liberamente (chi ha i soldi per farlo) ma la situazione dei diritti umani e delle libertà civili non è cambiata, come dimostra il caso di Roberto Carcassés, il musicista cubano censurato dal governo solo per essersi espresso a favore di elezioni democratiche e libero accesso all’informazione durante un concerto trasmesso in diretta dalla televisione dell’isola. Carcassés ha partecipato venerdì a un concerto del cantautore Silvio Rodriguez, che, pur criticando le sue prese di posizione, ha mediato per ottenere la sospensione della sanzione. Carcassés – a 41 anni uno dei musicisti più rinomati dell’isola, nonché figlio di Bobby Concassés, leggeda del jazz afrocubano – ha suonato le tastiere in uno dei “concerti di quartiere” che Rodriguez presenta regolarmente nelle zone popolari dell’Avana. A chiedergli di suonare è stato lo stesso cantautore, noto in tutto il mondo come il principale esponente della cosiddetta “nueva trova” cubana. I guai per Carcassés erano cominciati quando, durante un concerto davanti alla sede della Sezione di Interessi americani all’Avana a favore della liberazione dei cosiddetti “cinque eroi” – agenti dell’intelligence cubani condannati per spionaggio negli Usa – ha improvvisato cantando una serie di commenti politici del tutto inusuali per una trasmissione della tv pubblica cubana. «Io voglio la liberazione dei cinque eroi», ha recitato il musicista, per poi esigere anche il «libero accesso all’informazione, perché io possa avere la mia propria opinione», così come «l’elezione del presidente attraverso il voto diretto e un Paese senza militanti o dissidenti: tutti cubani con gli stessi diritti». La repressione è scattata immediata: due giorni dopo, il gruppo musicale Interactivo, di cui Carcassés è il leader, ha annunciato attraverso Facebook che le autorità avevano proibito al musicista di presentarsi in centri culturali statali per un tempo indefinito: una censura che ha fatto molto discutere negli ambienti artistici cubani. È così che Silvio Rodriguez, da sempre molto vicino al governo castrista, è intervenuto per ottenere la sospensione delle sanzioni imposte a Carcassés: anche se le sue dichiarazioni erano state “goffe”, ha detto, il modo in cui erano state accolte dalle autorità ricordava «pratiche di altri tempi», che considera ormai superate ed inaccettabili.