Copenaghen lancia l’allarme: aiuto, siamo invasi dai topi. Ma a Roma stiamo peggio…

“Willard e i topi” era un film horror di Daniel Mann (quello di “La rosa tatuata”) del 1971 in cui si racconta la storia di un disadattato che ha una vera passione per i piccoli roditori e che alla fine muore divorato dai suoi piccoli amici. Speriamo che al comune di Copenaghen, che ha lanciato un allarme topi, non capiti mai nulla di simile. Però è un fatto che ciclicamente in tutte le grandi città del mondo si crei apprensione per la presenza di questi ributtanti roditori. Quando è Roma, quando è New York, quando è Parigi, il topo fa sempre notizia. Ma, pensandoci bene, non dovrebbe farla, perché il topo da sempre vive insieme all’uomo: dove riesce a rintanarsi e a trovare da mangiare, là è la sua casa. Non ci sono esempi di aree rurali infestate da topi, perché il topo è proprio delle metropoli. Non esiste al mondo una seria ricerca che quantifichi il numero dei topi, tuttavia è noto che nelle città indiane sono moltissimi, al punto che le amministrazioni locali utilizzano vere e proprie “task force” di cacciatori di ratti. La palma d’oro spetterebbe, secondo alcune statistiche a Kabul, ma anche Roma si difende bene. Nel 1980, almeno sui quotidiani, si parlava della stratosferica cifra di mezzo miliardo di topi nel nostro sottosuolo. Chissà… Tornando alla Danimarca, bisognerebbe rimettere a nuovo le fogne e smetterla di costruire forsennatamente: sono questi i termini del dibattito che infiamma in questi giorni i disperati abitanti di Copenaghen alle prese con una vera a propria invasione di topi. Il grido d’allarme è stato lanciato dal dipartimento del comune della capitale danese che si occupa dei lavori pubblici, che al giornale Politiken ha rivelato che solo a luglio sono giunte oltre 700 richieste di intervento contro i fastidiosi roditori e che dall’anno scorso c’è stato un incremento del 26% di denunce. «È un aumento impressionante, che va affrontato molto seriamente, perché i ratti sono uno dei più sicuri veicoli di infezione», ha detto al giornale Morten Aotkjaer Thune, del dipartimento lavori pubblici del comune. Secondo esperti del settore, tra le cause di questa invasione ci sono le condizioni assai vetuste del sistema fognario della città, la scarsa pulizia del porto e i continui scavi che perforano la città per lavori e nuove costruzioni. Sentendosi “sfrattati”, i topi abbandonano il campo e invadono altre zone e spesso per farlo si rendono visibili. A ogni scavo si apre un vecchio tratto di fogna e le decine di abitanti a quattro zampe corrono fuori. Si stima che almeno centomila roditori vivano nei sotterranei di Copenaghen. Gli esperti affermano che il problema sta investendo non solo la città, ma anche le zone circostanti e il resto della Danimarca. Si stima che il costo della lotta ai roditori sia cresciuto del 50% e che il budget comunale abbia dovuto devolvere alla “guerra al ratto” circa 92 milioni di corone (circa 12 milioni di euro). Migliaia di corone sono comunque impiegate allo stesso scopo dai privati, che in alcuni casi si sono riuniti in comitati e associazioni per venire a capo di un problema che non sembra risolversi. Nel 2011 le autorità comunali avevano garantito che nel 2015 Copenaghen sarebbe stata proclamata “rat-free” e lo stesso Thune aveva detto che solo con la manutenzione e la chiusura ermetica delle falle nel sistema fognario il problema si poteva risolvere. Due anni dopo la lotta è ancora in corso.