Continua la protesta grillina sul tetto di Montecitorio. E Grillo attacca gli aperturisti: niente inciuci

Non mollano. I dodici parlamentari grillini sono ancora arrampicati sul tetto di Montecitorio sotto il sole quasi estivo di un settembre politico che stenta a decollare. Lo striscione artigianale con la scritta “La Costituzione è di tutti” appeso ieri è ancora lì accanto alla torretta del Palazzo. Nessuno si era spinto mai a oltraggiare il tempio sacro dei legislatori. «Non so se ci arresteranno…», diceva ieri  poco prima dell’azione un emozionato e preoccupato Alessandro Di Battista , «però ragazzi, o la va o la spacca…». Un po’ Gandhi e un po’ Pannella si sentono gli eroi del giorno. Hanno passato la notte tra frutta, cioccolata e qualche coperta per protestare contro l’iter delle riforme costituzionali avviato a Montecitorio, ammazzando il tempo a girare un video postato a tempo di record su Facebook e a godersi i messaggi di incoraggiamento di Grillo e del suo guru Casaleggio. Niente di leggendario, anche se hanno avuto un po’ di freddo, «ma poi è arrivato il sole e ora si sta benissimo, siamo felici di essere qui». Sulla rete è partito l’immancabile  passaparola per portare in piazza Montecitorio «quanti più attivisti possibili». I più barricaderi ed entusiasti giurano che resteranno a “difendere” la Carta fino a domani («ci affossano i provvedimenti, ce la giochiamo fino all’ultimo, non abbiamo più armi») ma i viveri scarseggiano e la protesta potrebbe rientrare oggi. «Beppe è con noi», esultano preoccupati delle reazioni capricciose del capo istrionico e imprevedibile, che oggi torna a ruggire contro chi nel movimento è tentato dall’inciucio di un eventuale Letta bis.

Sul blog spunta la guida per parlamentari M5S autostoppisti «eventualmente dispersi a Roma». Grillo torna ad attaccare gli “aperturisti” del movimento (mentre Orellana si difende “il traditore non sono io…”)  pubblicando un passaggio del Codice di comportamento per gli eletti «liberamente e pubblicamente sottoscritto» da tutti i candidati. Il vangelo non si tocca: «I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle – si legge nel documento – non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi». Gli illusi del Pd sono avvisati.