Confalonieri in “missione” al Colle per l’ultima mediazione. Il Pdl: ora tocca a Napolitano

È Fedele Confalonieri l’uomo scelto da Silvio Berlusconi (con il placet di Marina) a tessere la rete diplomatica con il Colle per tentare l’ultima mediazione, dopo la nota di Napolitano che “confida” nel senso di responsabilità del Cavaliere per la tenuta del governo. Un comunicato che ha indispettito non poco l’ex premier, sempre più tentato di rovesciare il tavolo sapendo però che le elezioni non sarebbero  alle porte. Con la mission riservata di tenere in piedi le “trattative”, il presidente di Mediaset, storico braccio destro e amico di una vita di Berlusconi, è salito al Quirinale con all’ordine del giorno la districata matassa  delle opzioni per salvare il salvabile. Grazia, servizi sociali, i tempi da guadagnare in giunta al Senato sotto lo spettro della decadenza e dell’incandidabilità del Cavaliere.

Parola d’ordine: muoversi con tatto e circospezione per non fare troppo rumore. Al termine dell’incontro (il cui esito è top secret) Confalonieri e Gianni Letta riportano al Cavaliere un messaggio confortante, anche se interlocutorio, che la nota ufficiosa del Quirinale conferma e che spazza via i sospetti, le preoccupazioni, le angosce della trappola coltivate dall’ex premier. Ora, si ragiona ad Arcore, il pallino è nelle mani del capo dello Stato. «Il governo cade? Dipende dal Pd e da Napolitano», dice Daniela Santanché, «il Presidente della Repubblica ha sempre professato la responsabilità e noi del Pdl l’abbiamo attuata. Per Napolitano è il momento dell’attuazione di questa responsabilità, non solo della richiesta».