Con tre ore di ritardo per un temporale la Concordia lentamente viene raddrizzata

Con tre ore di ritardo rispetto al programma originale, è iniziata all’Isola del Giglio la rotazione della Costa Concordia. Il ritardo – ha subito precisato il capo della Protezione Civile e commissario del governo per l’emergenza Franco Gabrielli – non è stato però dovuto a problemi di “carattere tecnico”: il forte temporale che nella notte si è abbattuto sull’isola, infatti, non ha permesso ai tecnici del Consorzio italo-americano Titan Micoperi di effettuare gli ultimi interventi propedeutici al parbuckling: il posizionamento della chiatta con la control room, la stanza da dove vengono dirette tutte le operazioni in mare, e delle panne antinquinamento. Il raddrizzamento della nave è dunque iniziato alle 9 in punto e dopo due ore almeno un metro della nave era riemerso dall’acqua. Significa dunque che il sistema sta funzionando. «Abbiamo completato tutte le verifiche e dato il via all’operazione – ha detto agli oltre 350 giornalisti di tutto il mondo presenti al Giglio il responsabile del progetto per la Micoperi, Sergio Girotto – tutto è regolare e le operazioni stanno proseguendo nella norma». Girotto ha poi confermato le stime iniziali sulla durata dell’intervento: «Crediamo di poter concludere il parbuckling entro 10-12 ore, condizioni del relitto permettendo». Proprio lo stato della nave, infatti, è l’aspetto che preoccupa più i tecnici, date le enormi pressioni cui il tiraggio sottopone le strutture della Concordia. L’altro aspetto che viene costantemente tenuto sotto controllo è quello ambientale: la fuoriuscita di liquidi dall’interno della nave, una volta liberata dagli scogli su cui è appoggiata, potrebbe infatti rallentare la rotazione. Al momento comunque, stando ai dati ufficiali, non risultano problemi di questo tipo, così come non sono stati rilevati gas nell’atmosfera. «Che vi sia un’emissione di H2s, cioè gas prodotti dalla decomposizione di materiali organici, è una possibilità – ha confermato Girotto – ma al momento non abbiamo rilevato nulla di tutto ciò». E intanto il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando annuncia che «ci sono tutte le condizioni» affinché vi sia da parte dello Stato italiano una richiesta danni nei confronti della Costa Crociere.