Con la crisi anche i ladri d’auto non vanno in pensione. A 82 anni un torinese si fa beccare dalla polizia

La crisi colpisce anche i ladri d’auto, costretti a rimettersi al lavoro anche dopo essere andati in pensione. E alla veneranda età di 82 anni si finisce anche per essere sorpresi e arrestati, il tocco non è più quello rapido di una volta, la fuga, con prostata, risulta decisamente più difficoltosa. Ecco che così un vecchio topo d’auto è stato trovato dai proprietari di una vettura parcheggiata in piazza Colombo mentre stava rovistando nell’abitacolo dell’auto e ai poliziotti ha detto di essere costretto a rubare per problemi economici e di salute della moglie. A “pizzicare” il vecchietto sono stati i proprietari dell’auto che hanno chiamato la polizia. L’uomo ha consegnato spontaneamente agli agenti un cacciavite e delle forbicine usate per aprire le serrature. L’uomo è stato denunciato. «Io so solo rubare. Questo è il mio mestiere. E siccome non ho più soldi e mia moglie è malata mi sono rimesso a rubare. Ho visto quella vettura parcheggiata e i due turisti che si allontanavano e ho pensato che fosse il bersaglio giusto». L’uomo si era messo “a riposo” vista la veneranda età ma “c’è la crisi e mia moglie non sta bene”. Così ha adocchiato la macchina e c’è finito dentro. I poliziotto hanno controllato: in effetti era già noto alle forze dell’ordine (ha un lungo elenco di reati alle spalle). Quando i poliziotti l’hanno denunciato lui si è scusato e si è giustificato dicendo di aver ”grossi problemi economici”.