C’è un bimbo autistico in classe. Sei famiglie trasferiscono i loro figli in altre scuole

Fa discutere la scelta di sei famiglie che hanno trasferito i loro figli ad un’altra scuola perché non vogliono un bimbo autistico in classe. Accade a Mugnano (Napoli) dove già sei ragazzi su venti della scuola elementare “Sequino” sono andati via. La vicenda ha scatenato polemiche mentre il direttore scolastico regionale acquisisce la relazione della dirigente dell’istituto e si dice pronto a inviare altri docenti di sostegno se servirà a riportare la situazione alla normalità. Il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza si è detta solidale con la famiglia dell’alunno e con il dirigente scolastico: «Vogliamo capire meglio quello che è accaduto ma la soluzione non può essere quella di cambiare sezione perché c’è in classe uno studente disabile. Questi sono episodi spiacevoli sui quali servirebbe anche un serio dibattito pubblico perché certi comportamenti danneggiano gli italiani e la scuola tutta».

Il bambino disabile al centro della vicenda ha sei anni. Con alcuni dei ragazzi che avrebbero dovuto frequentare la stessa classe aveva già condiviso gli anni della materna. Alcuni genitori hanno chiesto alla dirigente, Maria Loreta Chieffo, di trasferire i loro figli in altre sezioni. Lei si è opposta, non ne ha capito i motivi. I genitori però hanno chiesto e ottenuto – dalla stessa dirigente, che in questo caso non si può opporre – il nulla osta per andare via. Loro ci tengono a sottolineare che non si tratta di alcuna forma di discriminazione. Sono solo preoccupati, hanno detto, per le ripercussioni sotto il profilo didattico e la impossibilità di portare avanti alcuni programmi per effetto della presenza di uno studente con problemi. E c’è chi ha aggiunto che le critiche, circolate via web, sono ingiustificate.

Il direttore scolastico regionale, Diego Bouchè, ha acquisito la relazione sulla vicenda preparata dalla preside. La linea è precisa: «La scuola è integrazione, è vivere tutti insieme e bene ha fatto la dirigente scolastica a non acconsentire al trasferimento in altre sezioni degli alunni». Dal punto di vista pratico si è detto «disponibile ad autorizzare altri docenti di sostegno se me ne verrà documentata la necessità, sempre nell’ottica di venire incontro alle esigenze della scuola». È scesa in campo l’associazione “Tutti a scuola”, particolarmente battagliera sul fronte dell’integrazione dei disabili. Il pensiero in questo momento è alla famiglia del ragazzo autistico che sta provando una «grande sofferenza».