Caccia al fantasma del Duce a Villa Carpena. Ghiotta notizia per nostalgici “paranormali”…

La notizia è curiosa e L’Espresso la riporta oggi nel numero in edicola nella rubrica “riservato”, a metà tra gossip e indiscrezioni: c’è una società di Padova, la Ghost Hunter, che è stata autorizzata a fine agosto a scoprire se hanno fondamento o no i fenomeni paranormali che si verificherebbero a Villa Carpena, vicino Forlì, dove dimorava la famiglia Mussolini.

In pratica questi improbabili ricercatori andranno a caccia del fantasma del Duce, con lo scopo – si suppone – di attirare un numero sempre maggiore di visitatori e nostalgici in quella che oggi è una casa-museo.  Il team della Ghost Hunter ha preso talmente sul serio la singolare missione che ne ha riferito sulla sua pagina Facebook: “Abbiamo provato ad interagire con le presunte “presenze” della Villa, optando l’uso del “Voi” quando formulavamo domande e richieste di comunicazione con la nostra strumentazione. In alcune stanze della Villa, abbiamo avvertito alcuni passi e colpi sordi, aria fredda, diversi profumi ma soprattutto d’incenso, e di cibarie in cottura tra la cucina ed il salone adiacente del piano terra. Con la termocamera abbiamo rilevato fonti di calore vicino alla marmitta ed al manubrio della moto del Duce posta nel corridoio del piano terra che porta al suo Studio e, sempre accanto alla motocicletta, abbiamo chiesto di risponderci tramite l’accensione di una piletta ad ultravioletto che si è accesa per poi spegnersi più volte come a voler rispondere in modo affermativo ad alcune nostre domande chiuse”.

Insomma un’indagine che nulla ha trascurato, neanche – come si legge – l’uso del “Voi” e la scelta simbolica della data: il 30 agosto. Nello stesso giorno, nel 1957, fu restituita la salma di Mussolini a Donna Rachele. E i ghostbusters patavini, esaltati dall’impresa, si apprestano a ricercare altre presenze storiche in giro per il Paese. E alla fine della giostra, magari, il Duce tornerà a parlare dallo specchio della camera in cui si vorrebbe materializzato il suo profilo secondo i visitatori più creduloni e suggestionabili di Villa Carpena. La notizia va forte sui siti che del Duce fanno un marchio per vendere orologi e t-shirt a sciagurati fan del “quando c’era Lui”. E magari si rimedia, alla fine, una striscia in qualche programma in seconda serata sui misteri italiani per un pubblico in cerca di emozioni forti. Chi dire di questo interesse per i fantasmi del Ventennio? Prima il fascismo fu una rivoluzione, poi un grande studioso come Renzo De Felice pose le basi per storicizzare il fenomeno, un intero mondo ha fatto per mezzo secolo i conti con quel passato cercando di distinguere ciò che andava archiviato da ciò che poteva essere attualizzato scegliendo alla fine di troncare con il reducismo. Ma nulla hanno potuto questi poderosi sforzi contro la deriva del fascismo ridotto a folklore commerciale, sollazzo per fan che oscillano dal subnormale al paranormale. Qualcuno salvi il Duce dalla sua controfigura pop…