Bersani contro tutti: «Basta accuse e insinuazioni, così il Pd sta aprendo una prateria alla destra»

«Ne ho già passate 101, vorrei risparmiarmi la 102esima». Così, intervistato dall’Unità, l’ex segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani respinge le accuse di voler ostacolare il congresso del partito e fa appello perché si eviti di aprire una “prateria alla destra”. Davanti alle “insinuazioni” e “accuse” che lo “dipingono come un mestatore”, Bersani chiede di essere lasciato “in pace”: «Ho smesso di fare il segretario ma non ho smesso di ragionare per la ditta, con le mie idee, ma per la ditta e alla luce del sole – spiega. – Non accetto che mi si attribuiscano manovre». «Credo che sia stata una cosa incredibile e umiliante quella avvenuta durante queste settimane: una discussione tutta su date e regole – aggiunge. – Dal mio punto di vista una comunità che si fosse fidata di se stessa avrebbe dovuto pronunciarsi sulla data più ravvicinata, senza togliere al territorio la possibilità di discutere nei congressi, proponendo ragionevoli modifiche allo Statuto che aiutassero questo percorso. Nell’Assemblea, invece, tutto questo è saltato alla luce del sole, non mi sembra ci siano dubbi su chi voleva le modifiche e chi no». «È chiaro che se arriviamo ad un congresso che si orienta a decidere l’8 dicembre su un candidato premier senza che l’attuale premier si possa candidare si mette in campo un elemento di confusione – afferma. – La mia proposta è sempre stata quella di non rendere automatico che il segretario sia anche il candidato premier. Credo che spetti a tutti i candidati affrontare in Direzione questo problema e risolverlo con unità. Se non accadrà noi offriremo una prateria alla destra».