“Arancia meccanica” a Siena: giovani criminali ammazzano di botte un anziano per 200 euro

Le indagini sulla morte di un anziano, ritrovato cadavere nella sua casa di Chiusi, in un primo momento avevano seguito la pista del decesso dovuto a cause naturali. Oggi, invece, l’inchiesta, che sta per essere illustrata alla stampa dai carabinieri di Siena, ha rivelato inquietanti risvolti da incubo, non solo per le modalità violente con cui l’omicidio è stato compiuto, ma soprattutto per il movente che l’ha originato. I fatti risalgono ad agosto, ma la notizia degli sviluppi dell’indagine è di queste ore. Il corpo privo di vita dell’ottantanovenne era stato ritrovato da un nipote, vittima di una rapina compiuta da un quartetto di giovani, uno dei quali minorenni, tutti arrestati dai Carabinieri di Siena mentre stavano cercando di allontanarsi dalla zona. Sono un ventitreenne ed un ventunenne originari della provincia di Foggia, un ventiquattrenne nato in Costa d’Avorio, ed un diciassettenne. I primi tre sono in carcere, il quarto affidato alla struttura fiorentina di custodia di minori. Secondo quanto appurato dall’inchiesta, coordinata dalla procura di Montepulciano e da quella del tribunale dei minori di Firenze, quando i quattro rapinatori hanno concluso la loro azione criminale, l’uomo era ancora vivo, lasciato agonizzante a terra dai suoi aggressori. Una spedizione punitiva modello “Arancia Meccanica”, che richiama alla memoria anche il caso di Pietro Maso, killer spietato dei genitori, mosso dall’avidità e dal cinismo: i quattro, a volto coperto e armati di una pistola scacciacani, avrebbero fatto irruzione in casa dell’anziano, immobilizzandolo e picchiandolo selvaggiamente, per poi fuggire con appena 200 euro. Un magro bottino speso velocemente in un locale notturno nel corso di un fine settimana, che accentua, se possibile, l’efferatezza del raid. E che priva di contorni umani questi giovani criminali, imprigionati dal vuoto etico che li pilota, e che, corazzati di rabbia cieca e di incontenibile violenza, sembrano mossi solo dall’effimero sogno della bella vita. Inebriati dall’inconsistente miraggio della movida da conquistare con soldi facili, senza nessun tipo di freno inibitore o di vincolo morale, anche se solo per una sera.