Alto Adige, si risveglia la figlia del dinamitardo: Eva Klotz lancia un referendum per l’ “autodeterminazione”

Ci risiamo con l’ “audetermnazione” dell’Alto Adige. Il  tentativo di cancellare il bilinguismo e di abolire dalle valli altoatesine i toponimi italiani ha risvegliato  vecchi fantasmi eversivi, come quello di   Eva Klotz, figlia di  Georg (denominato “martellatore della Val Passiria”, per via della sua attività terroristica contro lo Stato italiano negli anni Sessanta)   ha dato il via a un “referendum” autogestito sull’autodeterminazione dell’Alto Adige. Nei prossimi tre mesi gli oltre 402.000 elettori, che il 27 ottobre voteranno alle provinciali, potranno esprimersi sul futuro della loro Provincia. «Voteranno» via sito trilingue, sms, lettera oppure in una delle urne allestite dal partito. «I tempi per l’autodeterminazione sono maturi. Stiamo meglio senza l’Italia. L’autonomia non basta, chiediamo la libertà» ha detto la pasionaria.

Eva Klotz si è scagliata persino  contro l’accordo tra il ministro degli Affari Regionali, Graziano  Delrio, e il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, che pure penalizza la comunità italiana. «Il compromesso raggiunto – ha tuonato – è ancora peggio di quello tra Fitto–Durnwalder». Ora siamo oltre. Alla pasionaria non basta cancellare la lingua italiana  dall’Alto Adige. Vorrebbe anche decretare l’uscita della provincia  dall’Italia, per seguire un vecchio delirio contrario alla storia, alla cultura e ai valori della convivenza tra culture diverse. Le posizioni della Klotz sono fortunatamente minoritarie tra i cittadini di lingua tedesca dell’Alto Adige, che hanno costruito nei decenni una  proficua convivenza con i cittadini di lingua italiana all’insegna della tolleranza e della collaborazione. Ciò non toglie che sia rattristante dover assistere al continuo vilipendio dell’italianità da parte di un gruppo di fanatici ispirati dal peggiore ideologismo razzista e dall’intolleranza etnica.