Allarme per il corteo degli antagonisti il 19 ottobre. Sui siti dell’ultrasinistra rimbalza l’invito ad “assediare” Roma

I segnali provenienti dai blog più conflittuali sono chiari e vengono registrati con preoccupazione dagli apparati di sicurezza. La settimana tra il 12 ed il 19 ottobre sarà caratterizzata da una serie di appuntamenti della galassia antagonista che culmineranno con la grande manifestazione nazionale in programma a Roma sabato 19 ottobre. E la memoria va al 15 ottobre di due anni fa, quando la Capitale venne messa a ferro e fuoco da qualche centinaio di violenti infiltrati nel corteo. E così sui siti antagonisti compaiono appelli a “potenziare e a rilanciare quella pratica di assedio ai palazzi del potere che vedrà nel 19 ottobre una forte precipitazione su Roma anticipata da una settimana di mobilitazione sui territori e che spinge per riuscire ad andare oltre, sia temporalmente che in termini di espressione di conflitto, verso la sollevazione generale”. Sollevazione generale è l’espressione usata anche dai collettivi universitari che annunciano una giornata di “lotta aperta, che si generalizzi incrociando i percorsi, mettendo fianco a fianco giovani precari ed esodati, sfrattati, occupanti, senza casa e migranti, studenti e rifugiati, no tav e cassintegrati, chiunque si batte per affermare i propri diritti e per la difesa dei territori”.

E su un sito – segnalato dal criminologo dell’Università La Sapienza di Roma Giulio Vasaturo – chiamato ‘ottobrata romana’ appena creato da quelli che si definiscono “complici e solidali con i rivoltosi e le rivoltose del 15 ottobre 2011” si invita a “riportare la conflittaulità nelle strade di questa metropoli”. C’è dunque, ancora una volta, il tentativo – finora fallito – di unificare i vari focolai di contestazione che covano nel Paese – dalla protesta No Tav a quella contro il carcere, dal precariato ai movimenti per la casa. L’occasione è quella della mobilitazione indetta dai sindacati di base che culminerà con lo sciopero generale del 18 ottobre e con la manifestazione del 19. La preoccupazione degli investigatori è che i cortei possano, come due anni fa, essere utilizzati dalle frange violente come ‘scudo’ per portare a termine azioni violente in città. Le fibrillazioni del movimento No Tav, dopo il raddoppio dei militari in Val di Susa deciso dal Viminale, potrebbero alimentare la tensione. Così come l’appello dal carcere dei neobrigatisti Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi. L’attenzione è dunque massima da parte di intelligence e forze di polizia.