Si riapre la speranza per padre Dall’Oglio. Fonti dell’opposizione siriana: «È vivo, ma “ospite” di Al Qaeda»

Il Vaticano non conferma la notizia della morte di padre Paolo Dall’Oglio. «Non abbiamo ancora nessuna informazione in merito», risponde ai giornalisti padre Ciro Benedettini, vice direttore della sala stampa della Santa Sede. Il Vaticanomonitora la situazione tramite i canali della Nunziatura di Damasco e della Curia generalizia dei Gesuiti. Il padre gesuita Paolo Dall’Oglio sarebbe morto, secondo quanto riferisce un sito arabo, ma la Farnesina per ora dichiara che «si tratta di un’indicazione che va presa con estrema cautela e che non trova al momento alcuna conferma». La responsabile del Fronte nazionale siriano, un partito di sinistra che fa parte della Coalizione nazionale siriana delle opposizioni, ha scritto sulla sua pagina Facebook di avere avuto notizia che Padre Paolo è stato «giustiziato». «Con il massimo rammarico – ha scritto Lama Al Atasi, una politica di Homs nota in Siria – comunico di avere notizie confermate da una fonte ben conosciuta che Padre Paolo è stato giustiziato. Dio benedica la sua anima». Una fonte dell’opposizione siriana, nelle ultime ore, ha invece smentito: secondo le sue informazioni il gesuita sarebbe tuttora vivo ma “ospite” del gruppo vicino ad Al Qaeda.

Il gesuita italiano di cui si sono perse le tracce tra il 28 e il 29 luglio nella città siriana di Raqqa sarebbe stato sequestrato da un gruppo jihadista. I nostri servizi hanno comunicato l’8 agosto di avere la certezza che Dell’Oglio è stato rapito da una filiale locale di Al Qaeda, chiamata “Emirato di Tal al Abiad” e il suo sequestro sarebbe legato all’attività che stava svolgendo in Siria. Nella sua relazione fornita al Copasir il direttore del Dis Giampiero Massolo ha riferito che l’ultimo “contatto” con Dall’Oglio risale a sabato 27 luglio, quando il gesuita inviò una mail alla famiglia dalla città di Raqqa, nel nord della Siria. Il suo sequestro sarebbe dunque avvenuto tra domenica e lunedì, durante il viaggio verso una località sconosciuta lungo il fiume Eufrate. Secondo alcuni attivisti che lo hanno accompagnato in Siria dalla Turchia, in quel luogo Dell’Oglio avrebbe dovuto incontrare Abu Bakr al-Baghdadi, capo dello Stato islamico in Iraq e nel Levante, l’organizzazione di Al Qaida a cui è collegato il Fronte al-Nusra, principale forza jihadista dell’insurrezione siriana. Secondo le stesse fonti, il gesuita doveva negoziare il rilascio di alcuni ostaggi e una tregua nei combattimenti in corso da settimane tra jihadisti e milizie curde.