Tremano le Marche al largo di Ancona: molta paura ma nessun danno

Sisma nel mare delle Marche, ma senza gravi conseguenze e soprattutto nessun ferito. Un terremoto di magnitudo 4,4 si è verificato a circa dieci chilometri al largo di Ancona, fra Numana, Sirolo e Porto Recanati. La scossa rientra in una sequenza sismica iniziata alla fine di giugno, che finora ha generato complessivamente 20 eventi, il più intenso il sisma del 21 luglio scorso, di magnitudo 4.9. Anche stavolta non ci sono stati feriti né grossi danni, ma dal Monte Conero un grosso pezzo di calcare si è abbattuto sulla spiaggia al confine fra Numana e Sirolo, in un’area già interdetta alla balneazione, e per qualche ore si è temuto per un uomo che risultava disperso: allarme poi rientrato attorno alle 12. «Abbiamo sentito un boato poi la scossa», raccontano i turisti a Sirolo: per molti di loro il sisma oggi ha funzionato da sgradita sveglia mattutina. «Questa volta la scossa é sembrata più lunga, ma la gente sembra più tranquilla – dice Silvia, titolare del bar del Conero – ma forse ci stiamo abituando… purtroppo». Uno smottamento della falesia a Portonovo, un pezzetto di cornicione caduto dal palazzo della Prefettura di Ancona, piccole crepe nella sede dei Vigili del fuoco del porto dorico: per il momento, i danni accertati sono questi, ma le verifiche della Protezione civile regionale, dei pompieri e della Capitaneria di porto, che monitora il profilo di costa con due natanti, sono ancora in corso. Nessun problema per la stabilità di piattaforme e pontili della Raffineria Api di Falconara. Tante, tantissime, le telefonate di gente spaventata ai centralini delle forze di polizia, da Fano a Porto Sant’Elpidio, perché l’onda del sisma, avvenuto a soli 7,9 chilometri di profondità, ha attraversato mezza regione, rovinando la giornata di mare a chi è ancora in vacanza, come Angela e Pinuccia, madre e figlia modenesi, in lotta da un anno con le scosse: prima in Emilia e adesso nella loro casa delle vacanze a Sirolo. La sequenza, generata da una struttura che si estende per circa 20 chilometri da sud-ovest a nord-est, spiega il funzionario della sala sismica dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia Alberto Basili, è abbastanza superficiale. «Il meccanismo alla base di questo terremoto come di quello del 21 luglio è di tipo trascorrente, ossia i sismi sono stati generati da una struttura superficiale nella quale i due lembi della crosta terrestre scorrono l’uno contro l’altro sullo stesso piano».