Sull’Imu non ha vinto solo il Pdl ma la politica. E per i falchi della sinistra è notte fonda

Sarebbe fin troppo facile, e forse anche riduttivo, parlare di clamoroso successo del Pdl. Anche le pietre sanno che il centrodestra ha lottato fino in fondo per la cancellazione dell’Imu, considerata la più odiosa delle imposte perché colpiva la prima casa che, nella stragrande maggioranza dei casi, gli italiani avevano acquistato con enormi sacrifici e con il peso dei mutui ultradecennali. È stato un braccio di ferro durato mesi. che ha avuto il suo battesimo in campagna elettorale, quando Berlusconi annunciò la famosa proposta-choc, beccandosi le solite ironie e persino l’accusa di essere un «irresponsabile» e di promettere l’impossibile pur di conquistare qualche voto. Gli ostacoli sono stati tanti,  a cominciare dal sindacato ideologizzato (la Cgil) per finire con gran parte della sinistra: ambedue facevano blocco elencando altre priorità del Paese – come se una emergenza escludesse l’altra – e riproponendo vecchi schemi e vecchi linguaggi, la divisione tra ricchi e poveri, dove ricchi erano considerati anche i proprietari di un monolocale. Senza rendersi conto che il peso dell’Imu era ricaduto proprio sulle spalle di chi aveva difficoltà economiche. I momenti di tensione sono stati altrettanto numerosi, tanto che il Pdl è stato costretto più volte a “minacciare” la crisi di governo se l’Imu non fosse stata eliminata e se fosse venuto fuori un trappolone, un escamotage per togliere e non togliere  l’imposta, del tipo “esce dalla porta e rientra dalla finestra”. Ora è tutto chiaro, l’Imu non c’è più. E bisogna dare atto a Enrico Letta di aver mantenuto gli impegni, riuscendo a tacitare i falchi del suo partito, le varie Rosy Bindi e i vari Epifani che volevano far restare l’imposta non perché necessaria per le casse dello Stato ma per non consegnare la vittoria nelle mani di Berlusconi. Alla fine ha vinto chi ha ragionato e il governo ha dato prova di maturità. Ma il punto fondamentale forse è un altro: è la politica ad aver riconquistato una grossa fetta di credibilità dimostrando che – di fronte a un problema grosso come quello dell’Imu – è riuscita ad andare oltre, a superare i piccoli interessi di partito, a guardare al bene comune e a trovare una soluzione. Perché è così che si è vicini alla gente, è così che si raccoglie il grido d’aiuto di chi è in difficoltà. Molto, ma molto più efficace dell’antipolitica, della protesta fine a se stessa, degli scontrini dei bar di Montecitorio e delle polemiche sulle foto scattate durante il Consiglio dei ministri in nome di uno scandalismo da settimanali di gossip.