Strage di Bologna. Napolitano chiede chiarezza. Ma a chi?

2 Ago 2013 17:24 - di Marcello De Angelis
33 anni fa la strage di Bologna. Come ogni anno, solita routine. I “familiari delle vittime” (e cioè il signor Bolognesi) dice che gli esecutori materiali sono stati condannati, ma bisogna ancora cercare i mandanti. Napolitano auspica che si faccia chiarezza. Ora, siamo in un epoca in cui – pur essendo una repubblica – è stata restituita la sacralità del sovrano. La “moda” è ripartita con il golpe di Monti, ma oggi ha raggiunto il parossismo con la Presidente della Camera Boldrini che addirittura impone ai deputati di non nominare il presidentissimo nei loro interventi per non sporcarne l’immagine. Quindi, bisogna trattare la questione con le molle, altrimenti si finisce al rogo. Allora limitiamoci a ricordare che il presidente della Repubblica è di fatto il capo dei servizi segreti e della magistratura e quindi chiediamoci – con la dovuta prudenza – da chi è che Napolitano esige chiarezza quando gli apparati che hanno depistato e che hanno in loro possesso le informazioni e le occultano fanno istituzionalmente riferimento a lui? Secondo noi la chiarezza già è stata fatta e non può essere confutata. Dietro la strage c’è il mercenario filo-sovietico Carlos. Tutti li sapevano e tutti hanno concorso per depistare, occultare e sostenere la versione falsa che conveniva a tutti: quella della strage fascista. Napolitano lo sa, Bolognesi lo sa e lo sanno tutti i ministri della Giustizia e degli Interni che si sono succeduti dall’80 a oggi. Tutti.

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