Stop alla retorica sugli sbarchi. L’ha capito Letta, ora lo capiscano pure la Kyenge e la Boldrini

La Kyenge che vuole cancellare il reato di clandestinità, la Boldrini che cerca di far rumore e di finire sulle prime pagine dei giornali con parole sconcertanti («l’emergenza clandestini non esiste, è solo un’invenzione»), una parte copiscua della sinistra che si è spinta oltre, lanciando l’idea di dare la precedenza agli immigrati negli alloggi popolari. Come cornice, la criminalizzazione di tutti coloro che negli anni hanno posto con forza la questione degli sbarchi e che per questo motivo sono stati bollati come intolleranti e persino come razzisti. Il Pd e i vendoliani hanno affrontato il problema dell’immigrazione in modo ideologico, con il solo obiettivo politico di colpire il centrodestra, “colpevole” di cercare soluzioni e accordi internazionali per limitare l’emergenza, senza capire che regalare solo illusioni è crudele. Basterebbe spulciare tra le dichiarazioni della sinistra all’indomani degli accordi per il pattugliamento delle coste libiche per averne conferma. Ora, di fronte al moltiplicarsi degli sbarchi, alle scene di disperazione e alle nuove tragedie del mare, qualcuno nel centrosinistra sta ammettendo che la battaglia-principe condotta dal governo Berlusconi era cruciale e non era dettata né da intolleranza né da razzismo: dare la sveglia all’Europa che – come ha ribadito negli ultimi giorni Angelino Alfano – «non può continuare a sonnecchiare», come se il problema non fosse il suo, e girarsi dall’altra parte. Stavolta a parlare è stata anche Emma Bonino: «Deve finire – ha infatti detto la ministra degli Esteri – la storia di un’Unione europea che lascia da sola l’Italia nell’affrontare l’emergenza sbarchi». Ed Enrico Letta ha battuto sullo stesso tasto: «L’Italia non ha mai fatto mancare l’accoglienza ma pretende che l’Ue affronti con un altro passo questo tema, non più affrontabile con modalità casuali». D’accordo, perfettamente d’accordo. C’è da chiedersi perché il Pd non abbia espresso gli stessi concetti negli anni scorsi quando c’era un’analoga emergenza, quando si verificavano lo stesso le tragedie in mare e quando si cercavano intese per evitare altri arrivi e altri drammi. Sull’immigrazione e le sue conseguenze la sinistra ha enormi responsabilità. E non può illudersi di lavarsi la coscienza con dichiarazioni “buoniste”.