Spunta la parolina magica: “amnistia”. E rispuntano i falchi e gli sciacalli del Pd: «Mai per Berlusconi»

Prima la parolina magica l’ha pronunciata il ministro della Giustizia Cancellieri, senza alcun riferimento al Cavaliere: amnistia. Poi il ministro della Difesa Mauro l’ha ripetuta, facendo vagamente riecheggiare il nome di Berlusconi. Tanto è bastato per aprire uno spiraglio nella soluzione “politica” all’esclusione dalla vita politica del leader del centrodestra, tanto è bastato per scatenare i falchi (e gli sciacalli) del Pd, che evidentemente tifano per la crisi di governo. Il ministro Cancellieri, in un’intervista, si era detta favorevole all’amnistia legando la questione al problema penitenziario: «Oltre che per motivi umanitari anche perché ci darebbe l’opportunità di mettere in cantiere una riforma complessiva del sistema penitenziario ma è un provvedimento che tocca al Parlamento». Di un’amnistia parla anche il ciellino, ex Pdl, Mario Mauro, senza fare il nome del Cavaliere ma costruendo un ragionamento più politico. «Propongo un atto di realismo. Occorre ripristinare il senso dello stare insieme, che non è nelle corde naturali del centrodestra e del centrosinistra, è evidente, ma è qualcosa cui si è obbligati per le circostanze che il paese sta vivendo. Sarebbe la premessa sulla quale far germogliare una armonia, requisito indispensabile per parlare di giustizia, e arrivare ad un atto di clemenza di iniziativa delle Camere, cioè un’amnistia».

Il Pdl, in ogni caso, pur apprezzando le proposte arrivate dal governo, evita accuratamente di benedire un provvedimento dandogli il crisma del salvataggio ad personam per il Cavaliere. «La proposta della Cancellieri è condivisibile. Il blocco dell’amnistia sta producendo conseguenze inaccettabili. Su questo terreno non si può procedere secondo schematismi ideologici,ma deve prevalere il senso di umanità», dice Fabrizio Cicchitto.  Anche Altero Matteoli saluta “con molto favore” la posizione del ministro della Giustizia, sull’amnistia. «Condivido la necessità di un provvedimento per fronteggiare l’emergenza carceri ed essere nel contempo precondizione per risolvere la questione della detenzione garantendo condizioni civili negli istituti di pena e la reale riabilitazione, come prevede la Costituzione. Aggiungo che uno Stato democratico forte dimostra di essere tale anche con gesti di clemenza verso chi ha sbagliato», dichiara il senatore del Pdl. «L’amnistia non è un provvedimento ad personam, ma un provvedimento generale che tocca una questione generale», aggiunge Franco Frattini.

Dal Pd, invece, arriva una reazione dura, eccessiva: «Il Pdl insiste nel cercare dal Pd ciò che non può ottenere, perché è contro la legge. È ora di dire basta. E di finirla anche con i continui ripescaggi dell’idea di amnistia per salvare Berlusconi. Sta diventando una storia indecente, oltre che imbarazzante per coloro che avanzano queste proposte», attacca Davide Zoggia della segreteria Pd, nella solita veste di guastatore. «Il linguaggio di Zoggia è intollerabile. Così si avvelena la vita democratica dell’Italia, si alimenta il caos, si da luogo a una vera e propria campagna di odio che può alimentare violenze», è la replica di Maurizio Gasparri, che chiude l’ennesima giornata di tensione nel governo delle larghe incomprensioni.