Senato, blitz di Pd e Scelta civica sulle presidenze delle bicamerali. L’ira di Schifani: sono scorretti

Giornata turbolenta al Senato prima dell’atteso tsunami della sentenza Mediaset. Pomo della discordia la nomina delle presidenze di alcune bicamerali e delle delegazioni in assemblee internazionali che spacca a metà la maggioranza. Un vero e proprio “blitz” mattutino del Pd e di Scelta Civica scardina gli equilibri di Palazzo Madam e manda su tutte le furie il Pdl, tanto che il presidente dei senatori Renato Schifani è costretto a convocare d’urgenza il gruppo subito dopo il voto dell’Aula sul decreto Ilva.  Duro ed eloquente il comunicato diffuso poco dopo: «Ho convocato la riunione del gruppo per comunicare ai colleghi che il Pd e Scelta Civica hanno deciso di eleggere tre presidenti di altrettante commissioni bicamerali senza l’intesa con i nostri gruppi. Consideriamo l’episodio scorretto e auspichiamo, per il ripristino di una leale collaborazione fra le forze di maggioranza, che i presidenti delle commissioni eletti riflettano e assumano tutte le iniziative ritenute idonee a ritrovare un senso comune per un percorso condiviso». Insomma che si dimettano, «fermo restando l’appoggio del Pdl al governo Letta-Alfano», ha aggiunto Schifani per evitare letture fuorvianti. Da tempo sulle nomine Pdl e Pd erano arrivati al muro contro muro: il Pdl rivendicava per sé la presidenza dell’Antimafia, osteggiata dai Democratici. Così, dopo un lungo periodo di stallo, Pd e Scelta Civica hanno deciso di forzare la mano eleggendo Federica Mogherini (Pd) presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare Nato, e Sandro Gozi, presidente della delegazione italiana presso assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. A Renato Balduzzi, di Scelta Civica, è andato invece lo scranno più altro della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Le nomine dei due esponenti democratici vengono lette dai senatori del centrodestra come un “rompete le righe”. «Stanno già facendo le prove per un’altra maggioranza», è il commento lapidario di uno dei senatori «e noi faremo sentire la nostra voce». Fabrizio Cicchitto dice di non sapere se, «mentre tutti stanno col fiato sospeso in attesa del deliberato della Cassazione, la nomina fatta per la Nato e il Consiglio d’Europa con una decisione unilaterale dei gruppi parlamentari del Pd sia un gesto di totale insipienza oppure una voluta provocazione».