Roma: sputi, calci e pugni contro una vigilessa da parte di giovanissime nomadi

Gravissimo episodio di delinquenza  a Roma a opera di un gruppo di giovani nomadi nei confronti di una vigilessa. Claudia Macri, maresciallo dei vigili urbani, è stata presa a calci, pugni, sputi dal gruppo di rom che stavano borseggiando i turisti sulla banchina della metro.

Le cose sono andate così: la vigilessa, attirata dall’odore di sigaretta delle nomadi, ha notato, come quotidianamente accade, sulla banchina della metro alla fermata di piazza di Spagna, un gruppo di giovani zingare che stavano borseggiando le persone in attesa del treno. Ha quindi avvertito la gente di fare attenzione per non farsi derubare: il gruppo, per tutta risposta dapprima l’ha insultata, poi le ha sputato addosso e poi l’ha aggredita fisicamente con calci e pugni: la donna si è detta stupita della violenza delle ragazze, che sembravano delle autentiche furie. La vigilessa si è rialzata, aiutata anche da alcuni turisti e romaniche erano stati derubati proprio da loro, e ha poi inseguito le borseggiatrici, delle quali solo la più grande è riuscita a fuggire. Claudia Macri è stata ricoverata all’ospedale e dimessa dopo le cure del caso. Ha raccontato che l’ha chiamata il sindaco Marino per congratularsi, ma è evidente che il sindaco dovrebbe andare oltre la semplice solidarietà e rispondere all’allarme proveniente da molti quartieri di Roma sull’arrivo di nuovi nomadi. Un fenomeno che il centrodestra aveva previsto alla luce del comportamento di Marino in campagna elettorale e delle file di votanti alle primarie provenienti dai campi nomadi. Le nomadi fermate, che hanno dai 14 ai 16 anni, sono state affidate ad una struttura sociale dal Tribunale dei minori. Lo stesso Alemanno ha dato la sua solidarietà alla vigilessa aggredita dalle nomadi.